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Danni agli autoveicoli causati da fauna selvatica


                  Conformemente alle abitudini crepuscolari e notturne della maggior
               parte dei mammiferi, le fasce orarie particolarmente a rischio sono quel-
               la mattutina tra le ore 5 e le ore 8 e quella serale tra le ore 19 e le ore 22.
               Appena il 20 per cento di sinistri rispetto al totale si verifica durante il
               giorno.
                  La distribuzione geografica degli incidenti è influenzata da vari e
               complessi fattori, tra cui la densità e la presenza numerica della fauna,
               l’intensità del traffico veicolare, le caratteristiche della rete stradale, la
               presenza antropica e la frammentazione del territorio rurale.
                  In Italia, gli incidenti con gli ungulati si concentrano lungo le valli al-
               pine (ad eccezione delle zone alpine scarsamente abitate) e in tutta la fa-
               scia appenninica (in particolare, nelle zone collinari ed in prossimità dei
               valichi); nelle pianure centrali e nelle zone costiere (ad eccezione di al-
               cune pinete e leccete associate a macchie mediterranee), invece, il feno-
               meno è di gran lunga minore.
                  Intorno alle grandi città si registra un aumento degli incidenti causa-
               ti da carnivori (lupi, volpi e tassi), a causa forse di alcuni fattori che li at-
               traggono verso i centri abitati: maggiore presenza di cibo, temperature
               più miti, assenza di attività venatorie, riduzione delle zone rurali a cau-
               sa dell’espansione delle periferie urbane con conseguente diminuzione
               del dominio vitale (il cosiddetto home range, ossia la superficie utilizzata
               per il completo espletamento delle funzioni vitali quali il riposo, l’ali-
               mentazione, il rifugio, la riproduzione, le cure parentali…).
                  In ogni caso, la distribuzione geografica degli incidenti rispecchia fe-
               delmente la distribuzione areale delle singole specie di animali coinvol-
               ti negli incidenti e quasi sempre il sinistro avviene in prossimità del ri-
               spettivo habitat naturale: intorno a Roma, non è mai stato investito uno
               stambecco ed a Madonna di Campiglio (TN) non hanno mai investito
               un’istrice, ma ugualmente nelle strade cittadine del comune di Torino,
               capitale delle Alpi, non si è mai registrato un incidente stradale con un
               camoscio, tipico ungulato delle Alpi.
                  La frequenza degli incidenti dipende in larga parte anche dalla tipo-
               logia della strada, che a sua volta condiziona la velocità media di percor-
               renza. Mentre le strade statali registrano una alta frequenza di sinistri,
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               nelle strade provinciali la frequenza registrata è di gran lunga minore e
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