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Danni agli autoveicoli causati da fauna selvatica
Molto frequenti sono anche i casi di incidenti avvenuti con cani ran-
dagi e con cani vacanti. Purtroppo, si verificano anche sporadiche colli-
sioni con altri canidi di grossa taglia, quali lupi, volpi e sciacalli dorati.
Fortunatamente, invece, le collisioni con i mustelidi (tassi, martore,
faine, puzzole, furetti, ermellini, donnole, visoni e lontre), con i felidi
(gatti selvatici e linci), con i leporidi (lepri, conigli selvatici e silvilaghi),
con gli sciuridi (scoiattoli e marmotte), con gli istricidi (istrici), con i
miocastoridi (nutrie) o con gli uccelli galliformi della famiglia dei fasia-
nidi (fagiani, starne, quaglie, pernici rosse e pavoni) sono rare e, salvo
casi particolari, si risolvono con un grosso spavento del guidatore o con
una brusca frenata.
Poco frequenti, e comunque molto meno rispetto al passato, sono le
collisioni con gli ungulati perissodattili appartenenti alla famiglia degli
equidi (cavalli, asini e muli).
Infine, non si hanno notizie di incidenti avvenuti tra autovetture ed
orsi bruni. In tal caso, trattandosi di specie particolarmente protetta, il
danno alle autovetture sarebbe irrilevante rispetto alla inestimabile per-
dita faunistica.
Un caso particolare, ed in genere sottovalutato, di collisioni tra vei-
coli e fauna selvatica si ha in occasione delle migrazioni riproduttive di
alcuni anfibi (rane, rospi, raganelle, tritoni e salamandre), in cui talvolta
si assiste alla perdita di intere popolazioni schiacciate dagli automezzi.
Questo fenomeno, oltre a cagionare gravi ferite nella conservazione
della biodiversità, può provocare, a seguito della scivolosità del manto
stradale, notevoli problemi di sicurezza del tratto stradale, in particola-
re per i motociclisti in transito.
Il maggior numero di incidenti stradali in cui è coinvolta la fauna sel-
vatica si registra in aprile e maggio nonché in agosto, settembre e otto-
bre. In particolare, le collisioni con i cinghiali aumentano gradualmente
tra agosto ed ottobre, probabilmente a causa della ricerca delle coltiva-
zioni mature di pianura e della dispersione giovanile. Le collisione con i
cervidi, invece, presentano due picchi, tra aprile e giugno e tra ottobre 4
e novembre, legati rispettivamente al raggiungimento dei pascoli di fon- n.
dovalle, dove trovano fresche erbe primaverili, e agli spostamenti nella - II
stagione riproduttiva.
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