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Alcuni aspetti di neurobiologia vegetale


               vigliosamente funzionale, ma anche una capacità decisionale che si ma-
               nifesta nello scegliere la corretta risposta a stimoli differenti, che posso-
               no, frequentemente, richiedere soluzioni contrastanti.
                  Per anni i ricercatori hanno concentrato tutti i loro sforzi nello stu-
               dio dei segnali chimici, essenzialmente di natura ormonale, quali unici
               veicoli della trasmissione di informazioni nel corpo della pianta, esclu-
               dendo di fatto dai loro studi i segnali elettrici ed idraulici. E ciò, nono-
               stante il fatto che proprio negli alberi, a causa delle loro estese dimen-
               sioni, la necessità di segnali differenti da quelli chimici rappresentasse
               un importante requisito. Considerando l’enorme area fogliare di alcuni
               alberi, risulta evidente come per trasportare un segnale chimico dalle
               radici alle foglie sia necessario sintetizzare e trasportare grandi quantità
               di ormoni. Al contrario i segnali elettrici o quelli idraulici, nonostante
               siano di diversi ordini di grandezza più veloci di qualunque segnale chi-
               mico, non necessitano di alcun tipo di sintesi.
                  Dato l’elevato numero di segnali che la pianta deve integrare in una
               singola azione, è certo che una risposta automatica agli eventi ambien-
               tali non può essere sufficiente. Infatti, sebbene la risposta delle piante
               ad un singolo segnale sia di solito proporzionata alla sua forza ed inten-
               sità, il numero di segnali a cui una pianta deve far fronte, soprattutto in
               un ambiente naturale, è altissimo. In questi casi soltanto un calcolo
               complesso può fornire le soluzioni adatte alla sopravvivenza.


               Allelopatia ed allelobiosi: guerra e pace nel mondo vegetale
                  La coesistenza è la più comune condizione in cui le piante si trovano
               a vivere. Poiché non sono in grado di spostarsi, la loro sopravvivenza è
               direttamente legata alla capacità di vincere la competizione con le pian-
               te vicine. A tal fine è indispensabile che le piante posseggano un siste-
               ma di percezione rapida dei segnali emessi dai competitori circostanti e
               di risposta adeguata alle possibili minacce.
                  Nella porzione di suolo che circonda le radici, le piante secernono
               una straordinaria quantità di sostanze organiche fra le quali amminoaci-
               di, carboidrati e metaboliti secondari. La quantità di carbonio spesa dalle
               piante per questa attività è sorprendentemente alta: si va dal 30% del to-
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               tale di fotosintetati rilasciata dalle radici dei semenzali, al 5-20% emesso
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