Page 248 - SilvaeAnno02n04-005-Editoriale-pagg.006.qxp
P. 248
Alcuni aspetti di neurobiologia vegetale
no gli studi sull’interesse dei colori per l’attrazione degli impollinatori
da parte dei fiori, questo argomento è stato costantemente sottostima-
to. Eppure i segnali visivi mandati agli animali dovrebbero essere molto
più efficienti in confronto a quelli olfattivi. Soprattutto a lunga distan-
za, un segnale visivo è più percepibile e nello stesso tempo meno sog-
getto alle modificazioni dell’ambiente.
Uno dei più straordinari segnali visivi delle piante è la bellissima colorazio-
ne autunnale prodotta da molti alberi decidui. Perché alcune specie produca-
no questa spettacolare esibizione di colori durante l’autunno è stato per molti
anni un rompicapo. La spiegazione più comune descriveva questa commo-
vente esibizione della natura come un semplice effetto secondario della de-
gradazione della fotosintesi e della senescenza delle foglie. Secondo questa
teoria la degenerazione dei cloroplasti e la degradazione dei pigmenti cloro-
filliani in molecole non colorate di più basso peso molecolare, permette ai
pigmenti rossi e gialli di emergere dal sottofondo durante il periodo autunna-
le. Questa interpretazione, tuttavia, non chiarisce come mai molte specie non
hanno alcuna colorazione autunnale. Inoltre, è ormai certo che tale colora-
zione è in parte conseguenza della sintesi de novo di pigmenti coloranti.
Negli ultimi cinque anni una serie di brillanti studi hanno scoperto
una realtà del tutto differente, dimostrando che queste colorazioni sono
un segnale dell’abilità degli alberi a difendersi dagli attacchi degli afidi.
La teoria di Hamilton e Brown suggerisce che la sfavillante colorazione
autunnale sia un segnale per gli afidi che in questo stesso periodo del-
l’anno cercano un posto dove deporre le loro uova. In pratica un albero
dopo aver investito intensivamente in difese chimiche, avverte l’afide,
attraverso la colorazione, che è pronto a difendersi da eventuali attacchi.
Si tratta di un sistema di segnalazione, chiamato “del segnale one-
sto”, ben noto alla biologia evolutiva animale. Sono moltissimi gli
esempi di questo tipo di segnalazione fra gli animali ed anche fra gli uo-
mini. Dalle gazzelle che saltano sul posto per segnalare il loro buon sta-
to di forma ad un eventuale predatore, all’ostentazione da parte degli
uomini di “status symbol” come segnale di forza e potere. 4
n.
Conclusioni - II
La nostra idea delle piante sta mutando con rapidità straordinaria, al-
Anno
SILVÆ 249

