Page 246 - SilvaeAnno02n04-005-Editoriale-pagg.006.qxp
P. 246

Alcuni aspetti di neurobiologia vegetale


            dalle radici delle piante adulte. Questi essudati radicali hanno molteplici
            effetti sulla chimica del suolo, sulla sua biologia ed ecologia. In partico-
            lare, essi costituiscono una vera e propria forma di comunicazione sot-
            terranea, mediando messaggi per competitori, simbionti o patogeni.
               Uno dei più conosciuti sistemi di interazione fra piante ricorda una
            vera e propria guerra chimica, nella quale i composti emessi da una
            pianta nell’ambiente influenzano la crescita e lo sviluppo delle piante
            circostanti. Questa guerra fra confinanti fu per la prima volta osservata
            da Molish nel 1937 che la chiamò allelopatia dal greco allelon “reciproco”
            e pathos “sofferenza”. L’allelopatia è stata a lungo un importante argo-
            mento di studio in agraria e numerosi lavori hanno dimostrato come
            essa influisca su molti aspetti della coesistenza e competizione fra pian-
            te. Nonostante ciò, a circa 70 anni dalla sua scoperta, il ruolo dell’allelo-
            patia nell’ecologia vegetale rimane abbastanza confuso.
               Mentre l’allelopatia individua un tipo di interazione/comunicazione
            fra piante basato sulla emissione di sostanze dannose o repulsive, re-
            centemente si è scoperto che le piante sono in grado di emettere com-
            posti la cui valenza non è affatto di “minaccia”, ma, al contrario, è be-
            nefica per la pianta ricevente. Questo fenomeno è stato chiamato allelo-
            biosi e rappresenta uno dei più avvincenti campi della moderna ricerca
            in ecologia vegetale.
               Perché si possa parlare di allelobiosi bisogna: a) che la comunicazio-
            ne avvenga fra piante sane (non danneggiate); b) che questa comunica-
            zione sia benefica per la pianta ricevente ed, infine, c) che la risposta
            nella pianta ricevente influenzi in qualche misura la sua crescita. Si è co-
            sì scoperto che piante appartenenti alla stessa specie/varietà scambiano
            fra di loro messaggi chimici riguardanti le risorse disponibili quali luce,
            acqua, nutrienti minerali.
               Queste informazioni permettono alle piante compagne di modifica-
            re la propria strategia di crescita, così da rispondere meglio alle necessi-
            tà poste dall’ambiente. Per esempio, la crescita di semenzali di orzo
            (una specie modello per quanto riguarda gli studi di allelopatia o di alle-  4
            lobiosi) è inibita, attraverso una classica risposta allelopatica, quando    n.
            essi sono esposti alle molecole volatili emesse da specie quali la Sasa cer-  -  II
            nua o l’Eucalyptus globulus. Al contrario, se sottoponiamo gli stessi se-
                                                                                         Anno

                                                                        SILVÆ         247
   241   242   243   244   245   246   247   248   249   250   251