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Alcuni aspetti di neurobiologia vegetale


            principale via per la segnalazione a lunga distanza. Il fatto che le piante
            siano in grado di rilevare le condizioni ambientali e di prendere decisio-
            ni circa le loro future attività rende ovvio che posseggano dei sistemi
            d’archiviazione ed elaborazione delle informazioni.


            Charles Darwin e gli apici radicali
               Nel 1880, Charles Darwin, assistito da suo figlio Francis, pubblicava
            un libro fondamentale per lo studio della fisiologia vegetale: si tratta del
            famoso The power of movement in plants. Nelle ultime pagine del capitolo
            finale Darwin riflette sulle sorprendenti caratteristiche dell’apice radica-
            le: «Non è una esagerazione dire che la punta delle radici, avendo il po-
            tere di dirigere i movimenti delle parti adiacenti, agisce come il cervello
            di un animale inferiore; il cervello essendo situato nella parte anteriore
            del corpo riceve impressioni dagli organi di senso e dirige i diversi mo-
            vimenti della radice».
               Charles Darwin era sempre stato affascinato dalle caratteristiche del-
            l’apice radicale. Nella sua autobiografia (1888) scrive di «sentire uno
            speciale piacere nel mostrare quanti e come mirabilmente ben adattati
            siano i movimenti posseduti dall’apice della radice». Quello che impres-
            sionava maggiormente Darwin era l’abilità delle radici nel: 1) percepire
            contemporaneamente molteplici stimoli ambientali, 2) essere in grado
            di prendere una decisione, e 3) muoversi in funzione di questa.
               Darwin espose le radici a numerosi stimoli quali fra gli altri la gravi-
            tà, la luce, l’umidità, il tocco e si accorse che due o più stimoli applicati
            contemporaneamente potevano essere distinti dagli apici radicali e che
            la risposta a questi stimoli era tale da presupporre che la radice fosse in
            grado di distinguere fra i diversi stimoli e giudicare quale fosse più im-
            portante ai fini della sopravvivenza dell’intera pianta. Solo recentemen-
            te si sono ottenute prove sperimentali che confermassero queste intui-
            zioni di Darwin.
               A più di cento anni dalla originaria idea di Darwin, la presenza di
            una speciale zona sensoria e di calcolo posta nell’apice radicale, è ormai   4
            un dato certo. Per il lettore che volesse approfondire l’argomento si        n.
            suggerisce la lettura del libro recentemente edito dalla Springer “Plant     -  II
            Communication - Neural aspect of plant life” (Baluska, Mancuso e
                                                                                         Anno

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