Page 241 - SilvaeAnno02n04-005-Editoriale-pagg.006.qxp
P. 241

Alcuni aspetti di neurobiologia vegetale


                  Di cosa si occupa precisamente la neurobiologia vegetale? O, meglio,
               esiste una definizione di neurobiologia vegetale? E come mai si può
               parlare di neurobiologia nelle piante?
                  Procediamo con ordine, partendo dalla definizione, affare, quest’ul-
               timo, tutt’altro che semplice dato il gran numero di possibili campi del-
               la ricerca che afferiscono a questa disciplina. Sulle tracce della defini-
               zione di neurobiologia animale o umana, tuttavia, è possibile definire la
               neurobiologia delle piante come «una disciplina scientifica che si occu-
               pa della struttura, funzione, sviluppo, genetica, biochimica, fisiologia,
               farmacologia e patologia dei sistemi (cellule, tessuti, organi) che regola-
               no la risposta della pianta a stimoli interni ed esterni. Lo studio del
               comportamento e dell’apprendimento sono anche una divisione della
               neurobiologia vegetale».
                  È una definizione piuttosto ampia ed in effetti numerosi tradizionali
               settori di studio della biologia, biofisica, ecologia, agraria, quali lo stu-
               dio degli stress biotici e abiotici, la comunicazione fra piante, la trasmis-
               sione di segnali, le capacità di adattamento delle piante, rientrano a pie-
               no titolo nella sfera di interesse della neurobiologia vegetale. La diffe-
               renza è che la neurobiologia vegetale guarda a questi consueti ambiti di
               studio da un nuovo punto di vista e cioè che le piante superiori non so-
               lo siano capaci di ricevere segnali dall’ambiente circostante ma che pos-
               seggano anche meccanismi atti alla rapida trasmissione di questi, e sia-
               no, inoltre, in grado di rielaborare le informazioni ottenute dall’am-
               biente: in questo manifestando una capacità di apprendimento che im-
               plica la ricerca di uno scopo, la capacità di stimare gli errori e la presen-
               za di meccanismi mnemonici. In poche parole la neurobiologia vegeta-
               le guarda alle piante come esseri capaci di calcolo e scelta, di apprendi-
               mento e memoria. Se queste attività siano o no da considerarsi intelli-
               genti è soltanto una questione linguistica.
                  Ci sono diverse sorprese se applichiamo una prospettiva “neurobio-
               logica” allo studio dei tessuti vegetali ed alla stessa organizzazione della
               pianta. L’auxina si comporta come un vero e proprio neurotrasmettito-
               re specifico delle piante. Gli apici radicali esibiscono un’attività neural-
               simile. Ed ancora, gli elementi vascolari permettendo il rapido scorri-
          Anno
               mento dei segnali idraulici e dei potenziali d’azione, rappresentano la
          II
          -
          n.
          4
         242 SILVÆ
   236   237   238   239   240   241   242   243   244   245   246