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ALCUNI ASPETTI
DI NEUROBIOLOGIA VEGETALE
di Stefano Mancuso *
Nel 1860 Charles Darwin propose che In 1890 Charles Darwin suggested the
gli apici radicali rappresentassero una sor- radical apex of plants represented a sort
ta di “cervello diffuso” delle piante in gra- of “diffuse brain”, capable of perceiving
do di percepire segnali multipli dall’am- multiple signals from their surroundings.
biente circostante e di prendere, sulla base On this basis, he believed, plants might be
di questi, decisioni in merito alle strategie able to take decisions concerning which
da seguire. A quasi un secolo e mezzo da strategies they might adopt. Almost a
quell’intuizione, un corpus imponente di hundred and fifty years following this
ricerche indica come le piante superiori intuition, an impressive body of evidence
siano effettivamente capaci di ricevere se- indicates that the most sophisticated types
gnali dall’ambiente circostante, di (ri)ela- of plants are actually capable of receiving
borare le informazioni ottenute e di calco- signals from their environment,
lare le soluzioni adatte alla loro sopravve- (re)elaborate the data, and plot solutions
nienza. Di queste nuove ricerche si occupa to ensure their survival. These new issues
una recente disciplina: la neurobiologia ve- fall within the field of a new discipline,
getale, dalla cui prospettiva, emergono, per called plant neurobiology. Thanks to its
quanto riguarda le piante, numerose, sor- new perspective, plants are now considered
prendenti attività. capable of many surprising activities.
obbiamo ad Aristotele ed ai suoi discepoli, il primo serio
tentativo di studiare le piante nelle loro complessità.
DNell’antichità il principale interesse per le piante è sempre
stato limitato al loro impiego come materia prima (da costruzione, ali- 4 n.
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* Professore presso l’Università degli Studi di Firenze. Responsabile del Laboratorio
Anno
Internazionale di Neurobiologia Vegetale (LINV)
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