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La contaminazione ambientale da diossine in provincia di Caserta


                  no dei valori rimarcati dell’inquinante;
               - i campioni di acqua non risultavano contaminati, a riconferma che la
                  diossina non è idrosolubile ma esclusivamente liposolubile.
                  Il pubblico ministero richiedeva, inoltre, la collaborazione
               dell’A.R.P.A.C.-C.R.I.A. per sottoporre a controllo tutte le attività indu-
               striali a rischio presenti nel territorio di Marcianise. Alla presenza conti-
               nua di personale forestale e dei C.C. NOE di Caserta, dal 18 settembre
               2003 al 18 novembre 2003, si sottoponevano a controllo 10 industrie al
               fine di verificare il possesso di tutte le autorizzazioni di legge e per pre-
               levare i campioni delle emissioni in atmosfera. Venivano accertati reati
               ambientali per 7 delle attività produttive sottoposte a controllo.
                  I risultati di laboratorio di questi ultimi campioni prelevati sono sta-
               ti resi disponibili nel mese di giugno 2004. L’ARPAC-CRIA comunica-
                                                                          1
               va alla Procura della Repubblica di Napoli le risultanze delle analisi re-
               lative ai prelievi delle emissioni in atmosfera dalle quali si evidenziava
               che tre industrie tra le dieci sottoposte a controllo, presentavano il su-
               peramento del limite ammissibile di diossine fissato in 100 pg/m per
                                                                                 3
               gli “inceneritori di rifiuti” dalla delibera di Giunta Regionale n. 4102 del
               05/08/1992. La struttura regionale formulava degli studi modellistici di
               dispersione dell’inquinante diossina da parte delle tre industrie control-
               late in funzione delle locali. Quanto innanzi in funzione delle locali con-
               dizioni meteoclimatiche (temperatura, pressione atmosferica, direzione
               e intensità dei venti dominanti), individuando in tal modo le aree di ter-
               ritorio interessate alla contaminazione.
                  Gli allevamenti sottoposti a sequestro preventivo dall’Autorità
               Giudiziaria venivano di nuovo sottoposti a campionamento del latte
               prodotto. Dei 27 risottoposti a controllo, 19 rientravano nei limiti di
               legge per cui venivano dissequestrati, mentre per gli altri 8 veniva ricon-
               fermato il superamento del limite ammissibile. Per questi ultimi si di-
               sponeva a questo punto l’abbattimento dei capi.
                  Le operazioni di abbattimento avevano inizio il 25 ottobre 2003 e
               terminavano il 22 dicembre 2003, con un totale di 34 giorni impegnati
               in tale attività e con 4 unità C.F.S. impiegate di media ogni giorno.
               Venivano abbattuti in totale 6.789 capi, di cui 2.699 capi bovini e 4.090
          Anno
               di capi ovi-caprini. Gli animali venivano abbattuti alla presenza di per-
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          n.
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