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La contaminazione ambientale da diossine in provincia di Caserta
posta del Coordinamento provinciale di Caserta, si pensò ad un approc-
cio di tipo statistico per la definizione del problema. L’intero territorio
della provincia di Caserta venne parcellizato con una griglia quadrango-
lare a maglia differenziata avente un reticolo più stretto laddove si presu-
meva ci potessero essere più fonti di inquinamento (discariche abusive di
rifiuti, insediamenti industriali e maggiore pressione antropica: Foto di
pag. 231). Proprio in corrispondenza dei nodi del citato reticolo si dove-
vano andare a monitorare gli allevamenti ivi presenti, impostando l’inda-
gine conoscitiva preliminare così in dettaglio (vedi cartina di pag. 232):
Rilievi presso una discarica di rifiuti speciali pericolosi
- per la porzione settentrionale della provincia di Caserta, il reticolo di
riferimento veniva stabilito con una maglia quadrata di lato 10 km, e
in prossimità dei nodi del reticolo si provvedeva a monitorare gli al-
levamenti ovicaprini, bovini e bufalini mediante il prelievo di latte e
relativi alimenti (erba di pascolo per gli ovicaprini, foraggi freschi, 4
secchi, insilati ed eventuali additivi minerali per i bovini e bufalini); n.
- per la zona di pianura a sud di Caserta capoluogo, il reticolo di rife- - II
rimento veniva stabilito con una maglia quadrata di lato 5 km, ed in
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