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La contaminazione ambientale da diossine in provincia di Caserta


               minerali esausti, per la preparazione di miscele di grassi ad uso zootec-
               nico, e l’Unione europea promosse dei programmi di monitoraggio di
               questi contaminanti, fissando altresì i livelli massimi accettabili negli ali-
               menti. In questa ottica il ministero della Salute predispose un
               Programma nazionale di Controllo di Residui nelle matrici alimentari,
               demandando l’attuazione alle rispettive Regioni.
                  Poiché il latte animale è considerato un indicatore biologico, cosid-
               detto “sentinella”, molto utile per rilevare fenomeni di contaminazione
               da diossine sul territorio (come ampiamente riportato nella letteratura
               scientifica, è dimostrato che nel latte dei ruminanti vi è una elevata capa-
               cità di accumulo dell’inquinante in esame), l’Agenzia Regionale per la
               Protezione Ambientale della Campania avviava nella primavera del 2002
               una campagna di prelievi di campioni di latte ovino e caprino per 10 al-
               levamenti presenti in provincia di Caserta (Casal di Principe, Castel
               Volturno e Villa Literno). Per 8 di questi allevamenti i risultati delle ana-
               lisi superavano abbondantemente le concentrazioni ammissibili di dios-
               sine nel latte destinato all’alimentazione umana, fissato in 3 pg/gr di
               prodotto intero riferito al WHO-TEQ incl. LOD. - Regolamento (CE)
               n. 2375/2001 del Consiglio dell’Unione Europea del 29 novembre 2001,
               allegato l°, parte 5 (pubblicato sulla G.U.C.E. del 6 dicembre 2001).
               Questi allevamenti venivano posti in sequestro sanitario per evitare che
               il latte prodotto potesse continuare ad essere commercializzato. Inoltre,
               anche per gli altri due allevamenti sottoposti a monitoraggio i valori di
               diossine riscontrate nel latte risultavano prossimi al limite ammissibile.
                  La notizia dell’esistenza di una probabile contaminazione ambientale
               da diossine veniva comunicata alla Procura della Repubblica di Santa
               Maria C.V. (CE), ed il rispettivo procedimento veniva assegnato al pub-
               blico ministero dr. Giovanni Conzo. Quest’ultimo investiva il Corpo
               Forestale dello Stato e i Carabinieri del N.O.E. di Caserta, mediante una
               delega di indagini congiunta del luglio 2002, per verificare se nel territo-
               rio della provincia di Caserta vi erano fenomeni di contaminazione da
               diossine nel latte proveniente dagli allevamenti zootecnici locali.
               Convenuto con il magistrato che non era fattibile una campagna di pre-
               lievi di campioni a tappeto per tutti gli allevamenti zootecnici presenti
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               nella provincia di Caserta atteso per l’elevato numero degli stessi, su pro-
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