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La montagna, tramite tra la Terra e il Cielo


            mondo è «il linguaggio che lo spirito infinito parla agli spiriti finiti».
            Nella Genesi c’è scritto che Adamo aveva ricevuto da Dio la conoscen-
            za della natura di tutti gli esseri viventi. In sintesi si può affermare che
            la natura è il simbolo della realtà soprannaturale, il sensibile rappresen-
            ta il soprasensibile, tutto l’ordine naturale è simbolo dell’ordine divino,
            l’uomo stesso è un simbolo essendo stato «creato ad immagine di Dio».
               La natura, dunque, ha il suo valore e importanza non solo per la
            ricca biodiversità presente nella Creazione, ma anche, e forse di più,
            perché mezzo per arrivare a conoscenze superiori, attraverso la sua ele-
            vata significanza simbolica. E qui necessita sottolineare che la
            Creazione trova compimento con l’Incarnazione, anche la natura oltre
            il genere umano beneficiano della venuta del Salvatore.

            L’esperienza della montagna e il sacro
               «La montagna fa parte della  magnalia Dei dei prodigi del Dio
            Creatore, che conferisce alla natura e alla montagna una dimensione
            speciale, sacra» (Marie-Madeleine Davy).
               Al di là delle esperienze di tipo fisico ed emozionale, che pure hanno
            la loro importanza, la montagna rappresenta per l’uomo una possibili-
            tà di realizzazione interiore. Per Milarepa, celebre asceta tibetano,
            «Andare fra le montagne selvagge è una via alla liberazione».
               In Occidente, ai giorni nostri, Giovanni Paolo II, grande appassio-
            nato delle vette, sull’importanza della montagna rispetto alla contem-
            plazione ebbe a dire davanti allo spettacolo della Val Visdende: «Noi
            tutti ritroviamo il desiderio di ringraziare Dio per le meraviglie delle sue
            opere e vogliamo ascoltare in silenzio la voce della natura al fine di tra-
            sformare in preghiera la nostra ammirazione. Queste montagne, infat-
            ti, suscitano nel cuore il senso dell’infinito con il desiderio di sollevare
            la mente verso ciò che è sublime. Queste meraviglie le ha create lo stes-
            so autore della bellezza. Ora, se siamo colpiti dalla loro presenza ed
            attività, pensiamo da ciò quanto è più potente colui che le ha formate.
            Difatti dalla grandezza e bellezza delle creature per analogia se ne
            conosce l’autore».                                                           .3
               Sulla bellezza della natura che rinvia alla grandezza di Dio, ma nello    oI-n
            stesso tempo alla profondità dello spirito umano, lo stesso Pontefice        n
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