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La montagna, tramite tra la Terra e il Cielo


                  Non esistono altri modi per godere della sua bellezza cosmica e
               avere l’opportunità di contattare l’inesprimibile. A tal proposito è oppor-
               tuno precisare che «le montagne non sono l’Assoluto ma lo suggerisco-
               no» come scrive Samivel in Monastères de montagne.
                  C’è una peculiare originalità della montagna rispetto alle altre mani-
               festazioni della natura, a chi gli consacra la vita rivela i suoi magici segre-
               ti, sussurrati nel silenzio e percepiti esclusivamente attraverso l’orecchio
               del cuore. Il linguaggio delle vette è contrassegnato dal sigillo dell’alterni-
               tas. L’interpretazione dei simboli di cui è particolarmente ricca la mon-
               tagna consente di ricevere insegnamenti sapienziali, che variano a
               seconda delle capacità di comprensione di ciascuno, comprensione
               legata per lo più al livello di verticalizzazione raggiunto dalla propria esi-
               stenza. Grande, dunque, è l’incanto che deriva dal simbolo.

               Il simbolo
                  Il simbolo è un modo attraverso il quale si esprime il sacro. L’uomo
               antico e quello tradizionale erano in grado di interpretarlo mentre
               l’uomo moderno, per via del razionalismo imperante, ha serie difficol-
               tà a farlo. «Il simbolo - scrive Mircea Eliade - non solo “apre” il
               Mondo, ma aiuta inoltre l’uomo religioso ad accedere all’universale.
               L’uomo, in virtù dei simboli, esce dalla sua situazione particolare per
               “aprirsi” verso il generale e l’universale. I simboli risvegliano l’espe-
               rienza individuale e la tramutano in atto spirituale, in una presa meta-
               fisica del Mondo». Il simbolismo è il mezzo più adatto per l’insegna-
               mento delle verità di ordine superiore, religioso e metafisico, consen-
               te all’essere umano la scoperta di orizzonti insospettati e illimitati. Al
               riguardo, un testo vedico dell’antica India fornisce un utile chiarimen-
               to sul ruolo e le potenzialità del simbolo e delle forme esteriori in
               genere: questi vengono paragonati al cavallo che permette all’uomo di
               compiere un viaggio più rapidamente e con minor fatica rispetto
               all’utilizzo delle proprie gambe.
                  Il simbolismo è un linguaggio di origine divina. Il Vangelo di San
               Giovanni inizia con: «In principio era il Verbo», il Verbo si manifesta e
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               si esprime per mezzo della Creazione, il mondo quindi deve essere con-
               siderato linguaggio divino. Il filosofo George Berkeley ha detto che il
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