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La proprietà forestale


               per costituirvi zone di ripopolamento e di cattura per la selvaggina
               nobile stanziale.
                  Interessante è stata alla fine degli anni ’50 la proposta di legge che
               intendeva trasformare l’Azienda in un Ente pubblico, posto sotto la
               vigilanza dell’allora Ministero delle Partecipazioni Statali, con il nome
               di “Azienda Nazionale Autonoma Forestale”, alla quale far gestire, con
               modalità di tipo privatistico, anche i terreni demaniali delle Regioni, dei
               Comuni e degli altri Enti ed istituti pubblici.
                  Con il 2° Piano Verde (Legge 910/1966 – art. 29) l’A.S.F.D. può
               ulteriormente ampliare i propri obiettivi, costituendo anche vere e pro-
               prie aziende zootecniche, accentuando così la vocazione ad essere
               modello di proposta per lo sviluppo dell’economia montana in Italia.






























                                    Parco Nazionale dello Stelvio (Foto C.F.S.)

                  I terreni dell’A.S.F.D. sono considerati di diritto bandite permanen-
               ti dello Stato, con facoltà per l’Azienda di catturare e vendere selvaggi-
               na a scopo di ripopolamento.
                  Crescente e progressiva è l’acquisizione all’A.S.F.D. di nuovi terreni,
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               passando dai 95.719 ettari del 1914 agli oltre 224.000 ettari del 1924,
               per arrivare alla massima estensione nel 1974, quando la proprietà
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