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I Sottoprodotti di Origine Animale: nel segno dell’ingiusto profitto


               cat. 1 e cat. 3, con conseguente produzione di: grasso (cosiddetto
               grasso colato); PAT, quali farine di carne e ossa o ciccioli; farine di
               sangue,  derivanti dalla trasformazione del liquido ematico di
               categoria 3; eliminazione dei derivati di cat. 1; commercio del
               grasso colato e delle farine di cat. 3; produzione e commercio di
               fertilizzanti a matrice organica ed organo minerale; attività di
               recupero di oli vegetali esausti; commercializzazione dell’olio
               rigenerato per biodiesel e fonti energetiche alternative.
               L’indagine barese, condotta dalla Stazione Forestale di Ruvo di
               Puglia con l’apporto del Nucleo Investigativo del Comando Pro-
               vinciale di Lecce, è stata preceduta da analoga esperienza inve-
               stigativa condotta dai forestali di Brindisi, ed ha portato, attra-
               verso l’uso di complesse tecniche investigative, ad accertare che
               nello stabilimento attenzionato si svolgeva un’attività illecita di
               miscelazione tra SOA di cat. 1 e quelli di cat. 3 già durante la fase
               di raccolta e trasporto e durante l’avvio alla lavorazione degli
               stessi.
               In sintesi l’operato contra legem portato alla luce dai forestali si
               articolava essenzialmente sullo lo scarico, nell’area di ricezione
               dell’impianto di cat. 3, di interi autotreni di SOA di cat. 1 o di
               SOA di cat. 3 contaminati dalla presenza negli stessi di carcasse
               animali di diversa taglia. Questo materiale veniva poi convo-
               gliato all’interno delle tramogge per l’avvio alla trasformazione
               ad eccezione delle carcasse di maggiore dimensione (bovini ed
               equini) che venivano poi trasferite nell’impianto di cat. 1, diver-
               samente da quelle di piccola e media taglia (ovini - suini) che
               venivano avviati direttamente alla trasformazione in cat. 3.
               Inoltre con l’utilizzo di motopale i SOA di cat. 1 venivano prele-
               vati dall’impianto di medesima categoria, ove precedentemente
               correttamente scaricati, e trasferiti nell’impianto di cat. 3, per
               l’avvio alla trasformazione unitamente ai SOA ivi giacenti. Per
               effetto di tali movimentazioni il materiale trasformato nell’im-
               pianto di cat. 3 diventava, in definitiva, tutto di categoria 1, e
               pertanto ad alto rischio infettivo, per cui i prodotti derivanti
               dalla sua trasformazione (grasso e farine) avrebbero dovuto
               esclusivamente essere destinati alla sola eliminazione in quanto
               rifiuti e non alla commercializzazione, così come praticato nella
               realtà dal sodalizio oggetto dell’indagine.


                                                           SILVÆ - Anno VII n. 15/18 - 179
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