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I Sottoprodotti di Origine Animale: nel segno dell’ingiusto profitto


                    Quest’ultima ha condotto all’inquietante constatazione che la
                    massima parte del materiale concentrato presso l’azienda, ad
                    alto rischio infettivo era, in realtà, trasformato per la commer-
                    cializzazione dei prodotti derivati, il tutto con la indubbia fina-
                    lità di approdare al maggior profitto possibile, in barba a qualsi-
                    voglia normativa ambientale e sanitaria.
                    Il maggior ed ingiusto profitto derivava, in particolare, dall’ab-
                    battimento dei costi di trasporto e gestione dei SOA di cat. 1 e 3
                    in entrata, in quanto trasportati in maniera promiscua, diversa-
                    mente da quanto imposto dalla legge, con notevole risparmio
                    sulla spedizione. A tale espediente si aggiungeva la notevole
                    riduzione dei costi di trasformazione dei SOA di cat. 1, nonché
                    di smaltimento dei derivati, grazie all’avvio alla trasformazione
                    della rilevante quantità di tali SOA nell’impianto di cat. 3 con un
                    risparmio netto sui costi di funzionamento dell’impianto di cat.
                    1. In ultimo, sempre sotto il profilo economico, si considerino i
                    lauti guadagni derivanti dalla commercializzazione della smisu-
                    rata quantità di prodotti derivati dalla illecita trasformazione
                    delle miscele di SOA di cat. 1 e cat. 3 (grasso e farine quali mate-
                    rie per mangimi e per la formulazione di fertilizzanti).
                    Durante l’attività investigativa è inoltre emersa, come in parte
                    anticipato, un’altra allarmante criticità, legata all’originarsi,
                    dagli impianti di trasformazione in commento, di emissioni
                    maleodoranti che arrecavano fastidio/molestia alle attività/per-
                    sone concentrate nell’arco della giornata nelle vicinanze dello
                    stabilimento.
                    Ad indagine avanzata, dopo la metà dell’agosto 2009, appariro-
                    no una serie di articoli sulla cronaca locale che hanno messo a
                    nudo una realtà, sempre legata agli odori malsani provenienti
                    dallo stesso stabilimento che, in particolari situazioni climatiche
                    (alta temperatura e soprattutto vento di scirocco), hanno invaso
                    anche le cittadine limitrofe creando altrettanto disagio ad una
                    moltitudine di cittadini che hanno proprio per questo interessa-
                    to la redazione del quotidiano “La Gazzetta del Mezzogiorno”,
                    al fine di sensibilizzare le autorità ad attivarsi per porre rimedio
                    al problema.
                    Nell’aprile del 2012 la lunga e complessa indagine condotta dai
                    forestali giungeva al suo epilogo. Le conlusioni investigative


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