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I Sottoprodotti di Origine Animale: nel segno dell’ingiusto profitto


               In definitiva, i principi cardine sui quali il diritto europeo ha
               incentrato l’uso, la manipolazione e il riutilizzo dei SOA è il
               seguente:
               1. assicurare l’eliminazione dei SOA di categoria 1, definibili
                 rifiuti di origine animale e riconducili agli animali morti e ai
                 materiali specifici a rischio, ad alto pericolo infettivo, in modo
                 da scongiurare il loro reinserimento nella filiera del riutilizzo;
               2. evitare il rischio di contaminazione dei primi con i SOA di
                 categoria 2 e 3, suscettibili di riutilizzo, garantendo in tal
                 modo il salubre impiego ed il conseguente reinserimento
                 nella catena alimentare animale della sola cat. 3.
               Ed è proprio in tale ottica che il Reg. istituisce, in particolare,
               nella fase di raccolta, trasporto, lavorazione e conservazione dei
               SOA una serie di rigide e cogenti prescrizioni, atte a garantire la
               sicurezza sanitaria e veterinaria degli stessi. Da tale quadro nor-
               mativo emerge chiaramente che i SOA di categoria 3, a differen-
               za di quelli inclusi nelle categorie 1 e 2, rivestono una rilevante
               importanza dal punto di vista economico-commerciale in quan-
               to costituiscono la base per la produzione delle materie prime
               impiegate nella produzione dei fertilizzanti e dei mangimi per
               l’alimentazione animale. Per tali motivi a tali sottoprodotti sono
               rivolti i maggiori appetiti commerciali del settore, fattore che
               innesca spesso processi fraudolenti.
               Un cenno merita il ciclo di trasformazione dei SOA che avviene
               in appositi impianti e consiste nella cottura senza interruzione
               degli scarti animali, al fine di minimizzare il rischio di trasmis-
               sione del prione (l’agente eziologico della bse), rispettando precisi
               requisiti di tempo, temperatura e pressione. La fase della cottu-
               ra è preceduta da una azione di amminutamento dei SOA trami-
               te appositi frantoi, a cui segue una seconda fase che si può defi-
               nirsi di separazione della massa lavorata da cui hanno origine i
               seguenti tre tipi di materie prime: grasso fuso per uso zootecni-
               co, ad impiego quasi esclusivo per la fauna avicola; grasso fuso
               per impieghi tecnici (lubrificante) oltre alla parte proteica indif-
               ferenziata definita cicciolo, se grossolana, o farina di carne e
               ossa, derivata dalla macinazione del cicciolo, che costituiscono le
               cosiddette proteine animali trasformate (d’ora in poi denomina-
               te PAT), il cui impiego è consentito per la formulazione dei man-


                                                           SILVÆ - Anno VII n. 15/18 - 175
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