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Bussi, la discarica di veleni più grande d’Europa


               che”, scrivono Wwf e Legambiente, “i rappresentanti dei massimi
               vertici aziendali di potenti multinazionali siano stati rinviati a giu-
               dizio per reati ambientali dinanzi al Tribunale di Pescara. Si avrà
               così un processo che, se procederà celermente ed eviterà la pre-
               scrizione, farà emergere le responsabilità e servirà a stabilire la
               verità in merito al disastro ambientale ed all’adulterazione delle
               acque destinate all’alimentazione umana protrattasi per anni”.
               Molto positivo secondo le associazioni sarebbe anche il ricono-
               scimento che, come evidenziarono le associazioni ambientaliste,
               nei prelievi dal Campo Pozzi Sant’Angelo in più occasioni sono
               stati superati i limiti stabiliti per le acque potabili. Si conferme-
               rebbe la validità della battaglia condotta dalle associazioni
               ambientaliste per la chiusura di quei pozzi e per la loro sostitu-
               zione con risorse idriche provenienti da zone non contaminate.

               “Non condivisibile la trasformazione del reato”


               “Resta però forte l’insoddisfazione per quanto riguarda la deci-
               sione in merito al capo “C” relativo alla somministrazione delle
               acque”, commentano le associazioni, “sul quale, inspiegabil-
               mente, non era stata ammessa la costituzione di parte civile delle
               associazioni ambientaliste che quindi non hanno potuto fornire
               alcun contributo in questa fase. Su questo punto, ad una prima
               lettura, non appaiono condivisibili le conclusioni a cui è giunto
               il gup, in particolare per quanto attiene alla miscelazione delle
               acque. Altrettanta preoccupazione deriva dalla trasformazione
               del reato ipotizzato, da avvelenamento ad adulterazione, più
               lieve e prescrivibile in minor tempo. Nell’immediato resta sem-
               pre prioritaria la necessità di procedere alla messa in sicurezza
               ed alla bonifica del sito inquinato”.
               Il P.M. ricorre contro il giudizio del GIP ed insiste per la Corte
               d’Assise. L’immenso lavoro del Corpo Forestale dello Stato ha
               dato i suoi frutti. Per gran parte. Per il resto si vedrà. Resta la
               gran piaga di una intera regione ferita a morte. Come non
               bastasse il terremoto. L’Avvocatura dello Stato chiede un miliar-
               do di euro per il danno provocato.
               Gli uomini del Corpo Forestale al comando di Guido Conti
               osservano in silenzio, pronti a testimoniare al processo.


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