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Bussi, la discarica di veleni più grande d’Europa


               De Ninis ha rinviato a giudizio imputati tra ex amministratori e
               vertici della Montedison per la vicenda della mega discarica di
               Bussi sul Tirino.
               Assolti i vertici di Ato e Aca e di gran lunga depotenziato il capo
               di imputazione da avvelenamento doloso ad adulterazione delle
               acque.
               In pratica il giudice per l’udienza preliminare (che doveva solo
               decidere se mandare a processo gli imputati e non la loro colpe-
               volezza) ha ritenuto ampiamente provato l’avvelenamento dei
               terreni con la creazione di almeno quattro mega discariche nei
               pressi di Bussi, vicino la stazione ferroviaria e l’autostrada. Vele-
               ni che sono stati interrati per decenni senza che nessuno si fosse
               accorto di nulla. Per questo sono stati rinviati a giudizio gli
               imputati che hanno svolto ruoli direttivi nella Montedison.
               La prima venne utilizzata dal 1963 al 1972 sul terreno ora di pro-
               prietà della “Come iniziative immobiliari” (Montedison Edison).
               Si tratta della mega discarica abusiva più grande d’Europa che è
               saltata fuori 12 mesi fa.
               Dimensioni gigantesche: circa 165 mila metri cubi di rifiuti a 20
               metri di distanza dalla sponda destra del fiume Pescara (località
               Tre Monti, valle della Pola). Era qui che avvenivano lo smalti-
               mento “illegale sistematico di ogni genere di rifiuti”, ricostruì il
               pm Aceto e riconferma il pm Mantini che ha preso il suo posto,
               “soprattutto le cosiddette peci clorurate ovvero residui derivan-
               ti dalla miscelazione del cloro con il metano”. E fino al 1963 c’e-
               rano anche i rifiuti scaricati direttamente, allo stato liquido nel
               fiume.
               La seconda e la terza discarica sono in totale di circa 50 mila
               metri quadrati. Sono state concepite più a monte rispetto all’in-
               sediamento industriale. Qui in contrasto con l’autorizzazione
               regionale e fino all’aprile del 1990, sono stati smaltiti rifiuti tos-
               sico nocivi contenenti mercurio, piombo, zinco, tetracloroetilene,
               idrocarburi leggeri e pesanti.
               La quarta discarica è adiacente alle due precedenti: costruita
               negli anni 60 “del tutto abusivamente” è di circa 30 mila metri
               quadri. Qui venivano smaltiti “in modo indifferenziato” tutti i
               rifiuti prodotti dai processi di lavorazione del polo chimico.
               Gli imputati secondo il pm Anna Rita Mantini avrebbero com-


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