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Bussi, la discarica di veleni più grande d’Europa


                    late. Il carteggio con il Ministero dell’Ambiente risale alla prima
                    metà del 2005. Altre carte del 2004 riportano analisi dell’Arta e
                    parlano di “stato di allerta” sancito dalla Asl di Pescara. Sono
                    seguiti vertici, convocazioni e l’unica soluzione sarebbe quella
                    attuata nel 2005 con l’apposizione dei filtri al carbonio attivo nei
                    pozzi inquinati. Dopo un mese e mezzo di balletto delle cifre dei
                    veleni anche i dati dell’Arta, finalmente resi pubblici, hanno evi-
                    denziato il superamento dei livelli previsti dalla legge, anche
                    dopo che l’acqua era stata filtrata e “purificata” nei pozzi
                    Sant’Angelo. E proprio perché nulla è stato fatto una volta chiu-
                    si i pozzi Sant’Angelo ad Agosto 2007 si è generato il disastro
                    con la carenza assoluta di acqua per oltre 30 giorni (altro capito-
                    lo increscioso).
                    Ma a disastro compiuto la beffa di vedere finalmente le trivelle in
                    azione alla ricerca di acqua pura (in un parcheggio). Troppo tardi.
                    L’acqua pura intanto non si trova e ancora una volta l’Aca si
                    difende attribuendo i disagi alla “straordinaria siccità del 2007”.
                    Se i rubinetti sono rimasti a secco c’è stato invece un diluvio di
                    polemiche e proteste da parte di tantissimi cittadini, moltissime
                    imprese, tutte o quasi le categorie imprenditoriali, le associazio-
                    ni e ogni possibile espressione della società civile e onesta. Meno
                    hanno parlato i partiti, aspettando, temporeggiando.
                    Moltissimi hanno stigmatizzato “l’irresponsabilità dei responsa-
                    bili”, della classe politica, oppure il clientelismo che ha generato
                    tanta incompetenza, il sistema dei partiti, le vacanze consumate
                    fino all’ultimo giorno di chi doveva occuparsi dell’emergenza, il
                    silenzio durato fino al 20 agosto della Regione.
                    Mentre si contano i danni ingentissimi per le imprese, incalcola-
                    bili per l’immagine della regione sfregiata irrimediabilmente per
                    tutti quelli che a caro prezzo hanno dovuto subire i disagi della
                    siccità (sugli eventuali danni alla salute il capitolo è ancora tutto
                    da scrivere).
                    La prima decisione sul processo Bussi arriva in tarda serata,
                    annuncio di una lettura in aula prevista per le 13 e poi cambiata
                    dopo alcune richieste di avvocati venuti da fuori e pm.
                    È una decisione che in qualche modo conferma buona parte
                    delle voci e timori che hanno accompagnato tutte le varie con-
                    vocazioni di questa udienza preliminare. Alla fine il gup Luca


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