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Pioppicoltura a turno di taglio breve per bioenergia e fitorimedio


                    all’inizio ed alla fine stagione vegetativa mentre 12 piezometri
                    sono stati installati nell’area per monitorare l’acqua di prima
                    falda (0-5 m). Sui campioni di suolo essiccati e vagliati a 2 mm
                    sono stati determinati il contenuto dei metalli tramite ICP (Ther-
                    mo Jarrell, Ash Iris Advantage). La crescita dei cloni di pioppo e
                    salice è stata determinata misurando parametri dendrometrici
                    (diametro, altezza) e l’attività fotosintetica con camera fogliare
                    (dati non mostrati).
                    Il bilancio idrico è stato determinato per gli anni 2007 and 2008.
                    Nonostante i due anni di monitoraggio siano stati abbastanza
                    diversi da un punto di vista climatico, con il 2007 relativamente
                    più secco (ETP eccedente le precipitazioni) del 2008, la traspira-
                    zione dell’impianto è stata simile e capace di restituire in atmo-
                    sfera l’80% circa delle precipitazioni verificatesi durante la sta-
                    gione vegetativa. Se alla misurazione effettuata si aggiungono le
                    perdite per evaporazione diretta (acqua intercettata dalla chio-
                    ma e direttamente evaporata in atmosfera senza che raggiunga il
                    suolo), il cui valore tipico per le SRC è circa il 20% delle precipi-
                    tazioni, si suppone che tutta l’acqua piovana sia stata utilizzata
                    durante la stagione vegetativa riducendo così il rischio di perco-
                    lazione dei metalli rispetto ad una situazione non vegetata.
                    Riguardo all’asportazione dei metalli pesanti i cloni di pioppo
                    mostrano valori più elevati dei salici per ogni singolo inquinan-
                    te con Lena e Neva che segnano concentrazioni più elevate
                    rispetto a Dvina. Come comportamento generale Pb and As ten-
                    dono a concentrarsi maggiormente nelle radici mentre Zn and
                    Cd nelle parti aeree, confermando quanto reperito in letteratura
                    rispetto alla capacità di assorbimento e rilocazione di questi
                    metalli in Populus e Salix spp. (Gallagher et al. 2008; Rosselli et al.
                    2003; Uterbrunner et al.; 2007). Dai dati di produzione di bio-
                    massa (stimata) e di accumulo metalli del clone Neva una pian-
                    ta di tre anni è in grado di accumulare circa 5 mg Pb, 12 mg Cd,
                    825 mg Zn e 1 mg As nelle foglie; 824 mg Pb, 62 mg Cd, 2343 mg
                    Zn e 16 mg As nel fusto e rami; 365 mg Pb, 8 mg Cd, 439 mg Zn
                    and 6 mg As nelle radici. La stima conseguente delle asportazio-
                    ni per anno e per ettaro dà luogo a risultati modesti.
                    In generale si può affermare che la migliore gestione dell’inqui-
                    namento, applicabile allo specifico sito, è quella di sfruttare la


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