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Pioppicoltura a turno di taglio breve per bioenergia e fitorimedio
biomassa epigea, è necessario scegliere con molta accuratezza il
modello colturale. Infatti, in Italia, sono in questo momento dif-
fusi tre modelli di Srf di pioppo. Gli impianti Srf possono essere
a ciclo quinquennale, biennale ed annuale, con densità d’impian-
to modulate in funzione della lunghezza del ciclo di taglio (Fac-
ciotto, 2006). Gli impianti quinquennali hanno densità d’impian-
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to relativamente basse (1100 piante ha ) che determinano dimen-
sioni dei fusti a fine ciclo con diametri medi superiori ai 10 cm.
Nei biennali, le densità d’impianto sono ben superiori a quelle
dei precedenti con 5-6000 piante per ha, disposte a file singole
distanziate di 2,8-3 m ; le dimensioni medie dei polloni al taglio
sono ben al disotto dei 10 cm. Negli annuali, le densità sono circa
di 14000 piante ad ha e le file sono doppie o binate con piante
molto ravvicinate tra loro; al momento del taglio le dimensioni
medie dei diametri di questi polloni sono di pochi centimetri.
La dimensione media dei fusti ha importanti conseguenze sulla
capacità di fitorimedio della piantagione, con quelle annuali che,
a parità di biomassa prodotta, hanno maggiori capacità di aspor-
tazione dei contaminati che si vogliono rimuovere dal sito.
Nei paragrafi seguenti saranno esposte tre differenti attività di
ricerca applicativa per l’uso delle piantagioni di Srf in diversi
approcci di fitorimedio.
Fitostabilizzazione e controllo idrologico in un sito multiconta-
minato da metalli pesanti nell’area industriale di Porto Marghera
L’utilizzo di essenze arboree Salicaceae (Populus e Salix spp.)
come pompe idrauliche naturali per rimuovere l’eccesso di
acqua dal suolo è legato alla loro notevole capacità di evapotra-
spirazione che può assommare, in piante di cinque anni, a 100
litri al giorno. Inoltre alle Salicacee sono riconosciute capacità di
fitorimedio nei confronti di diversi metalli grazie soprattutto alla
loro rapida velocità di crescita, all’estensione dell’apparato radi-
cale e alla capacità specifica di alcuni cloni di accumulare diver-
si metalli nelle radici e nella parte aerea. Alcuni studi di labora-
torio e di campo hanno mostrato l’elevata variabilità fra specie e
cloni rispetto alla capacità di gestire un inquinamento da metal-
li; i pioppi sono generalmente capaci di accumulare: Zn e Cd nei
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