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Pioppicoltura a turno di taglio breve per bioenergia e fitorimedio

                    al soil polluted with lindane and isomers in the River Sacco valley in the roman
                    province, 2) the soil of the industrial area of the ENI Oil Island by Porto Marghera,
                    polluted by multiple heavy metals. It is also shown and evaluated an example of
                    manure spreading on a poplar plantation by a farm of Torre in Pietra in the Agro
                    Romano.


                    Introduzione

                        n Italia sono stati accertati circa 9000 siti contaminati da
                        metalli pesanti e composti organici molto tossici per i sistemi
                    Ibiologici (Tassoni, 1999; Legambiente e WWF, 2004). Tale
                    situazione di pericolosità è affrontata per legge con l’obbligo
                    della messa in sicurezza e/o bonifica delle aree contaminate, sia
                    per le autorità pubbliche e sia per i proprietari delle aree stesse.
                    A questo scopo sono normalmente utilizzati, in modo “ex situ”,
                    metodi chimici e fisici di rimozione o distruzione dei contami-
                    nanti (US EPA, 2003). Nel caso di siti con superfici molto estese
                    (nella lista compilata da Legambiente, per esempio, se ne trova-
                    no molti di qualche centinaia di ettari) le attività di bonifica
                    richiedono costi proibitivi (www.epareachit.org) e hanno spesso
                    un impatto molto forte e prolungato sull’ambiente (Russel et
                    al.,1991). Negli ultimi due decenni in alternativa a queste tecno-
                    logie si sono studiati e valutati con molto interesse nuovi
                    approcci, con tecnologie e biotecnologie “in situ” basate su atti-
                    vità di microrganismi e piante (Marmiroli et al., 2003, 2011). Que-
                    ste biotecnologie sono però al momento applicabili solo a condi-
                    zioni di contaminazioni moderate. Inoltre, sono poche le piante
                    conosciute che sono in grado di estrarre rapidamente metalli o
                    degradare completamente sostanze organiche, presenti nell’am-
                    biente appena sopra i limiti di tossicità. Per rendere l’uso di que-
                    ste biotecnologie competitivo ed efficiente occorre quindi avere
                    specie vegetali utili per il risanamento ambientale e in grado di
                    crescere in varie zone climatiche (Massacci et al., 2001). Gli studi
                    effettuati negli ultimi anni sulle specie iper-accumulatrici di
                    metalli pesanti e su quelle in grado di colonizzare aree contami-
                    nate da sostanze organiche hanno fornito qualche importante
                    indicazione sulle caratteristiche che possono ritenersi utili in
                    piante eleggibili per tali scopi (Baker et al., 2000). In particolare,
                    per la decontaminazione di metalli pesanti sembra importante


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