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Pioppicoltura a turno di taglio breve per bioenergia e fitorimedio
tessuti fogliari (Gallagher et al., 2008; Chang, et al., 2008), e sono
stati anche usati come bioindicatori per l’inquinamento di As nel
suolo; alcuni cloni di salice hanno mostrato buone capacità di
rilocazione di Zn and Cd nelle foglie e rami [Rosselli et al., 2003).
Alcuni pioppi sembrano inoltre ben tollerare la presenza di alcu-
ni metalli pesanti nel suolo riuscendo a mantenere un buon tasso
di crescita anche in suoli fortemente degradati dalla presenza di
questi inquinanti.
In base a queste conoscenze è stato pianificato, nell’ambito di
una ricerca ambientale commissionata da Eni, lo studio della
capacità delle salicacee di mitigare il rischio di percolazione
dagli orizzonti superficiali del suolo alla falda sottostante di As,
Cd, Pb e Zn. Il sito sperimentale scelto è stato un’ area insulare,
denominata “Isola dei Petroli”, sita nel distretto industriale della
laguna di Venezia, ove attualmente insistono strutture di raffi-
neria, già interessata da operazioni di messa in sicurezza (isola-
mento idraulico tramite palancole). All’interno di questa aerea è
stato realizzata una piantagione con 2 cloni di Populus deltoides
Bartr. Ex Marsch. (Dvina and Lena), 1 di Populus .x canadensis
Moench. (Neva), 2 clone di Salix matsudana Koidz. (S76-005 and
S76-008), e 1 di Salix alba L. (SI64-017), secondo uno schema a
blocchi randomizzati con 3 repliche, ad una densità (1 m x 1.5 m)
tipica di una Short Rotation Forestry; ciascuna unità sperimentale
consisteva in una fila di 40 piante di ciascun clone. Una parcella
contigua colonizzata da essenze erbacee spontanee ha avuto la
funzione di tesi controllo.
Per studiare l’effetto dell’impianto arboreo sul bilancio idrico del
sito, l’area sperimentale è stata attrezzata con diversi strumenti
e sensori. Le precipitazioni sono state misurate tramite pluvio-
metro, l’umidità del suolo con sensori (TDR, CS615 and CS616,
Campbell Inc., USA), installati sia sotto gli alberi che nella par-
cella di controllo; le variazioni di livello della falda superficiale
sono state registrate con un diver (TecnoEl) installato in un pie-
zometro all’interno dell’area sperimentale. La traspirazione è
stata misurata con sensori di Granier (UPS, Germany), inseriti in
piante di 2 anni rappresentative del vigore medio di ciascun
clone. Il suolo è stato campionato per diverse profondità con
diverse repliche, campioni di organi delle piante sono stati presi
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