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L’irrigazione sostenibile di zone aride e semi-aride
rurali. Sulla base delle richieste dei paesi coinvolti il progetto sup-
porterà in Marocco la creazione di 10 ettari iniziali di palmeto in
una zona periferica di Marrakech che si innesteranno più tardi in
un progetto più ampio di costituzione della “cintura verde” di
Marrakech. Questa piantagione, realizzata nei pressi del depura-
tore, servirà soprattutto da fascia di separazione tra la discarica di
rifiuti e la città. L’area sarà ferti-irrigata da un impianto realizzato
dall’Università della Basilicata in collaborazione con l’Università
di Marrakech che utilizzerà acque di risulta trattate solo per
rimuoverne i principali agenti patogeni mantenendo allo stesso
tempo tutta la materia organica che verrà poi trasferita al suolo.
La costituzione di una cintura di protezione verde per la città
Marrakech richiederà la collaborazione di diverse istituzioni
marocchine e italiane, sotto il coordinamento del progetto FAO.
Al fine di contribuire allo sviluppo delle competenze, il progetto
sosterrà la formazione di giovani ricercatori ed esperti. Lo svi-
luppo del progetto sarà assicurato anche dalla collaborazione con
esperti e ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche e del
Consiglio per la Ricerca in Agricoltura. In Algeria il progetto FAO
sosterrà la piantumazione e manutenzione di un impianto di fito-
depurazione nell’Oasi di Brézina, El Bayadh, creato dall’Univer-
sità degli Studi della Tuscia. L’impianto fornirà acque reflue trat-
tate ad una piccola piantagione di tamerici deputata alla produ-
zione di biomassa, tuttavia per la FAO l’obiettivo principale del-
l’impianto è di dimostrare la sostenibilità e la convenienza di tale
tecnica per il trattamento di acque reflue in zone rurali povere,
dove l’uso di altre fonti di energia per alimentare impianti di
depurazione non è sostenibile e accessibile. Su richiesta del
governo algerino, il progetto FAO sosterrà anche la progettazio-
ne di un altro impianto di fito-depurazione nell’Oasi di Taghith.
In Egitto il progetto FAO opererà in stretta collaborazione con il
servizio forestale del Ministero dell’Agricoltura e con il Diparti-
mento Forestale dell’Università di Alessandria per preparare il
primo piano di assestamento forestale del bosco piantato di
Ismailia un soprassuolo che si estende su 450 ha di deserto nei
pressi del Canale di Suez con una età media di 25 anni che è irri-
gato con acque reflue trattate. Il progetto cercherà anche di gesti-
re la piantagione forestale al fine di renderla eleggibile per il mer-
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