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L’irrigazione sostenibile di zone aride e semi-aride
impianti convenzionali risulti troppo costoso o del tutto inac-
cessibile.
Ferti-irrigazione
L’utilizzo di acque reflue trattate può anche contribuire ad
arricchire la quantità di sostanza organica di terreni impoveri-
ti e ad incrementare quindi lo stoccaggio di carbonio al suolo.
A tal proposito, il Dipartimento di Ingegneria e Fisica dell’Am-
biente l’Università della Basilicata, ha sviluppato una nuova
metodologia che filtra le acque reflue dai patogeni ma lascia la
materia organica per reimpiegarla nell’arricchimento di suoli
degradati attraverso sistemi di ferti-irrigazione. Le acque fil-
trate per ferti-irrigazione hanno costi energetici di trattamento
inferiori e producono minori quantità di fanghi di risulta, se
confrontate alle acque depurate con metodi tradizionali. La
nuova metodologia è stata sperimentata su un oliveto di cui
sono stati monitorati negli ultimi dieci anni il consumo energe-
tico per il trattamento delle acque, le condizioni del suolo, la
qualità e la rendita dell’olio di oliva prodotto. I risultati dimo-
strano una riduzione dei costi energetici, un incremento della
sostanza organica del suolo, un conseguente incremento di
rendita del prodotto, e nessuna traccia di sostanze inquinanti
sia nelle olive che nell’olio di oliva prodotto. L’Utilizzo di que-
sta metodologia è particolarmente interessante nei paesi in via
di sviluppo in quanto consente di irrigare a costi energetici
contenuti, di incrementare le produzioni agricole e migliorare
la qualità dei suoli attraverso lo stoccaggio di carbonio.
BOX 2
Le acque reflue e gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio
Per la FAO l’uso delle acque reflue, se opportunamente gesti-
te e trattate, contribuisce al raggiungimento degli Obiettivi di
Sviluppo del Millennio, stabiliti dalle Nazioni Unite e special-
mente al conseguimento dell’Obiettivo 1 “sradicare la povertà
estrema e la fame”, dell’Obiettivo 7 “Garantire la sostenibilità
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