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La tutela dell’ambiente alla luce del principio di sussidiarietà
namente rispondente anche al principio di leale collaborazione.
Tutto ciò con l’evidente fine di favorire l’intervento sussidiario
dello Stato nei confronti di un ente territoriale che può, in tal
modo, avvalersi del patrimonio di professionalità e competenza
specifica del C.F.S. per garantire comunque l’assolvimento di
propri compiti istituzionali. Si verifica così, secondo il tipico
meccanismo della sussidiarietà, la “sostituzione” della regione
interessata con il Corpo forestale, in virtù di uno schema piena-
mente rispondente anche al principio di leale collaborazione.
L’intrinseca negozialità dello strumento prescelto, tipica della con-
venzione, consente al Corpo forestale dello Stato di valutare auto-
nomamente se ed in che termini concludere i singoli accordi, com-
patibilmente con le proprie esigenze operative e con le risorse
umane e strumentali disponibili. Al riguardo, occorre evidenziare
il mutamento di prospettiva che si è verificato negli ultimi anni,
soprattutto per effetto dell’entrata in vigore della legge 6 febbraio
2004, n. 36 che, pur improntando il sistema delle relazioni istitu-
zionali del C.F.S. al principio di leale collaborazione, rappresenta
un decisivo salto di qualità da parte del Corpo, il quale acquisisce
una maggiore autonomia di azione rispetto alle Regioni. Infatti,
tale legge da un lato gli conferisce una precisa collocazione istitu-
zionale e reca una puntuale definizione delle sue funzioni, dall’al-
tro individua e disciplina le modalità di svolgimento del rappor-
to con le Regioni che, a differenza che nel passato, non compren-
de più l’impiego, da parte di queste ultime, del personale del
Corpo forestale. Un altro esempio di intervento sussidiario del
C.F.S. nei confronti delle Regioni si rinviene nella legge 21 novem-
bre 2000, n. 353 (Legge-quadro in materia di incendi boschivi). L’arti-
colo 3, comma 4, prevede che il Ministro responsabile in materia
di protezione civile, in caso di inadempienza delle Regioni, predi-
sponga le attività di emergenza per lo spegnimento degli incendi
boschivi avvalendosi, tra gli altri, del Corpo forestale.
Più in generale il C.F.S., operando a presidio della natura, per
vocazione ontologica e tradizione istituzionale svolge un servi-
zio connotato da marcate note di prossimità nei confronti del cit-
tadino, soprattutto per la sua capillare presenza sul territorio che
lo rende spesso l’unica Forza di polizia presente nelle zone più
inaccessibili e disagiate.
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