Page 253 - 103-118 LAGOMARSINO, COSTANTINI, PAGLIAI II bozza:orientamento I bozza
P. 253

La comunicazione nelle/delle aree protette


                  festeggiamenti per il Santo patrono. Va sottolineato che gli aspet-
                  ti sociali sopra elencati rappresentano essi stessi un tipo di
                  comunicazione diretta nei confronti dei visitatori e dei turisti
                  dell’area. Se tutto questo rientra nella comunicazione/promo-
                  zione è evidente che gli operatori dell’Ufficio preposto devono
                  far riferimento, per mettere a punto strategie comunicative, a
                  studi storici e socio-antropologici quando presenti. Qualora non
                  fossero disponibili, stimolare esperti o associazioni culturali alla
                  loro elaborazione, altrimenti non resta che l’autoproduzione. È
                  chiaro comunque che anche un Ente parco comunica con l’ester-
                  no, cioè il territorio che sta fuori della sua perimetrazione, ad
                  esempio quando promuove le proprie peculiarità naturalistiche,
                  culturali, artigianali ed enogastronomiche.
                  Per lavorare a un piano di comunicazione occorre sapere come
                  viene percepita l’area protetta a livello di immaginario collettivo.
                  Le concezioni che appaiono le più diffuse sono quattro:
                  • il parco viene visto come un museo della natura, l’Ente mette
                     in essere azioni di salvaguardia del territorio da atti di detur-
                     pazione;
                  • il parco è inteso come un vincolo: poche le opportunità molti i
                     divieti;
                  • il parco è un’opportunità di sviluppo socio-economico, attrae
                     turisti e risorse economiche pubbliche;
                  • il parco viene percepito come un laboratorio, luogo dove è possi-
                     bile sperimentare modelli di sviluppo ecosostenibile, connubio
                     di esigenze di tutela ambientale e di sviluppo economico locale.
                  Appare chiaro che nessuna attività all’interno di una area pro-
                  tetta può contrastare la sua peculiare missione di tutela della
                  biodiversità e dell’ambiente in generale. Appare, altresì, eviden-
                  te che le rigide regole di condotta da seguire possono facilmente
                  causare conflitti nelle comunità locali.
                  Le categorie che solitamente risultano contrarie all’istituzione di
                  area protetta sono: i cacciatori, gli agricoltori, i pastori, gli ope-
                  ratori del settore edile. Quelle favorevoli: i membri dei movi-
                  menti ecologisti, i professionisti, gli impiegati del settore pubbli-
                  co. Sono inoltre da annoverare tra i favorevoli la totalità dei gio-
                  vanissimi (alunni scuole materne e elementari) e buona parte dei
                  giovani (studenti della scuola media inferiore e superiore).



                  256 - SILVÆ - Anno VI n. 14
   248   249   250   251   252   253   254   255   256   257   258