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La comunicazione nelle/delle aree protette
festeggiamenti per il Santo patrono. Va sottolineato che gli aspet-
ti sociali sopra elencati rappresentano essi stessi un tipo di
comunicazione diretta nei confronti dei visitatori e dei turisti
dell’area. Se tutto questo rientra nella comunicazione/promo-
zione è evidente che gli operatori dell’Ufficio preposto devono
far riferimento, per mettere a punto strategie comunicative, a
studi storici e socio-antropologici quando presenti. Qualora non
fossero disponibili, stimolare esperti o associazioni culturali alla
loro elaborazione, altrimenti non resta che l’autoproduzione. È
chiaro comunque che anche un Ente parco comunica con l’ester-
no, cioè il territorio che sta fuori della sua perimetrazione, ad
esempio quando promuove le proprie peculiarità naturalistiche,
culturali, artigianali ed enogastronomiche.
Per lavorare a un piano di comunicazione occorre sapere come
viene percepita l’area protetta a livello di immaginario collettivo.
Le concezioni che appaiono le più diffuse sono quattro:
• il parco viene visto come un museo della natura, l’Ente mette
in essere azioni di salvaguardia del territorio da atti di detur-
pazione;
• il parco è inteso come un vincolo: poche le opportunità molti i
divieti;
• il parco è un’opportunità di sviluppo socio-economico, attrae
turisti e risorse economiche pubbliche;
• il parco viene percepito come un laboratorio, luogo dove è possi-
bile sperimentare modelli di sviluppo ecosostenibile, connubio
di esigenze di tutela ambientale e di sviluppo economico locale.
Appare chiaro che nessuna attività all’interno di una area pro-
tetta può contrastare la sua peculiare missione di tutela della
biodiversità e dell’ambiente in generale. Appare, altresì, eviden-
te che le rigide regole di condotta da seguire possono facilmente
causare conflitti nelle comunità locali.
Le categorie che solitamente risultano contrarie all’istituzione di
area protetta sono: i cacciatori, gli agricoltori, i pastori, gli ope-
ratori del settore edile. Quelle favorevoli: i membri dei movi-
menti ecologisti, i professionisti, gli impiegati del settore pubbli-
co. Sono inoltre da annoverare tra i favorevoli la totalità dei gio-
vanissimi (alunni scuole materne e elementari) e buona parte dei
giovani (studenti della scuola media inferiore e superiore).
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