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La comunicazione nelle/delle aree protette
da regole, e quindi è obbligatorio cercare l’eccezione alla regola
per trovare spazio sui media, il comunicato stampa non è suffi-
ciente. Inoltre, va tenuto conto che il “peso” delle notizie non è
uguale per tutti i giornali e che esiste una gerarchia delle notizie.
Prima regola: giocare d’attacco, cioè d’anticipo, proporre, quasi
imporre notizie puntando su quelle costruttive, dove si fa cono-
scere, ad esempio, il ruolo virtuoso che le aree protette svolgono
sul territorio, oltre a quello della tutela della biodiversità come
l’incentivo all’occupazione derivante dalle nuove eco-professio-
ni e dalla manutenzione ambientale, l’incidenza sulla qualità
dell’indotto turistico, gli effetti benefici sull’identità-coesione
sociale dei residenti.
“Forzare il blocco” annunciando alleanze inedite: parco-caccia-
tori, parco-agricoltori, parco-allevatori, parco-costruttori bioedi-
li. Collaborazioni di questo tipo sono notizie appetibili perché
quelle sopra riportate sono categorie che solitamente considera-
no il parco come un ostacolo alle loro attività.
I parchi devono assolutamente comunicare in modo efficace per
sostenere l’attacco degli irriducibili antiparco locali e, a livello
centrale, dei politici e dei super burocrati che vogliono le aree
protette riperimetrate e con meno potere decisionale sul territo-
rio o addirittura inseriti tra gli “enti inutili”.
Ci sono voluti trent’anni per arrivare ad avere il 10% dell’intero
territorio nazionale sotto protezione, non si possono sbagliare le
mosse quando si è sotto osservazione. C’è quindi necessità di
affilare le armi della comunicazione per sottolineare l’importan-
za della missione del parco presso l’opinione pubblica. Un buon
accredito presso quest’ultima, sbaraglia gli assalitori del “forti-
no”. Va evidenziata, inoltre, la dinamicità delle aree protette al
fine di integrare l’idea diffusa di parco come museo dedito esclu-
sivamente alla conservazione. Battersi per far comprendere che
l’ente non è un carrozzone politico ma una impresa pubblica ter-
ritoriale che può ottenere risultati sorprendenti perché opera
tutelando valori collettivi di pregio, all’insegna dello sviluppo
sostenibile.
Un altro obiettivo, oltre a quello di riuscire a comunicare il terri-
torio al di là dell’emergenza, è trovare spazi utilizzando i nuovi
media in aggiunta a quelli tradizionali. Puntare ad una strategia
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