Page 259 - 103-118 LAGOMARSINO, COSTANTINI, PAGLIAI II bozza:orientamento I bozza
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La comunicazione nelle/delle aree protette
dire”, “metaforizzare”, i contenuti devono essere in egual misu-
ra tecnici, scientifici e umanistici.
Accompagnare i testi sempre con immagini di qualità superiore
e inquadrature originali, questo vale in particolare per i depliant,
una vacanza si decide spesso in base ad una bella foto piuttosto
che per lo scritto che vi ruota attorno. Al materiale promoziona-
le non far mancare fantasia e linguaggio accattivante proprio
della pubblicità, utilizzando questo accorgimento anche nel vei-
colare i valori straordinari che esprimono le aree protette. La
stessa bellezza di un bosco o di un panorama vanno raccontati in
modo avvincente e coinvolgente per stimolare la curiosità del
pubblico.
Il giornale del parco non deve avere un taglio monografico poi-
chè, darebbe l’impressione di mancanza di freschezza e vivacità,
inoltre, dopo qualche numero scarseggerebbero argomenti;
rispetto al quesito pubblicità si pubblicità no, spesso c’è l’esi-
genza di reperire fondi per divulgare meglio e abbattere i costi,
indispensabile però una selezione severa degli inserzionisti.
Tra i principali messaggi da diffondere: “il parco produce profit-
to ma necessita di tempi lunghi al pari della natura che tutela”
(spiegare questo diventa problematico in un mondo dove il pro-
fitto è al primo posto e lo si vuole ottenere velocemente e con il
minimo sforzo); “il parco non è solo vincolo e burocrazia ma può
essere volano di sviluppo sostenibile e modello virtuoso adotta-
bile anche al di fuori del territorio protetto”; “il parco è parteci-
pazione, i residenti sono chiamati a collaborare offrendo idee,
facendo conoscere aspirazioni, dubbi e problemi” (questo pre-
suppone una rimodulazione del sistema comunicativo, ma i
risultati positivi sono assicurati); “il parco non è solo cultura
naturalistica”.
In conclusione, un buon comunicatore delle aree protette deve
dare vita ad una comunicazione interdisciplinare e integrata ed
avere sempre il coraggio di mettersi in discussione, deve pro-
durre una comunicazione accattivante sì ma mai “drogata” o ad
effetto, senza sofisticazione e all’insegna della verità. Il suo com-
pito non è semplice, sono ancora in molti a ritenere il parco una
sorta di utopia, perché è una idea che cammina più avanti della
società. Il Parco è una idea forza: dalla comunicazione - forza all’idea.
262 - SILVÆ - Anno VI n. 14

