Page 252 - 103-118 LAGOMARSINO, COSTANTINI, PAGLIAI II bozza:orientamento I bozza
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La comunicazione nelle/delle aree protette


            principali cause di conflittualità vi sono: la poco chiara informa-
            zione sul ruolo e sulle finalità dell’area protetta e le campagne di
            disinformazione e di diffamazione messe in atto da coloro che
            non condividono le ragioni dell’Istituzione.   8
            Quindi per eliminare o almeno smorzare tale conflittualità, che
            tanto limita le potenzialità di sviluppo locale, diviene determi-
            nante il ruolo che è in grado di assolvere la comunicazione.
            Comunicazione che deve tenere in debito conto tutti gli attori
            che svolgono funzioni diverse presenti sul territorio sottoposto a
            tutela, questi sono a secondo dei casi mittenti e destinatari, ma
            anche oggetto e mezzo di tale comunicazione. Ci si riferisce ad
            istituzioni pubbliche come le regioni, le province, le comunità
            montane, i comuni, ma anche scuole, biblioteche, associazioni di
            volontariato, politiche, culturali e ambientaliste, che operano sul
            territorio, senza trascurare le imprese private e le associazioni
            d’imprese (attività artigianali, industriali, cooperative tradizio-
            nali e no-profit, alberghi, agriturismo, agenzie di viaggio, ecc.).
            Tutte fonti reali o potenziali di comunicazione che possiamo
            definire interna rivolta cioè alla società locale del parco. La
            comunicazione interna, nel nostro specifico caso, oltre alle infor-
            mazioni riguardo la gestione dell’area protetta (regolamentazio-
            ne di tutte le attività, resoconti dei risultati, strategie e obiettivi
            futuri) deve avere anche la finalità di creare il consenso tra i cit-
            tadini e dissipare i dubbi e avversioni derivanti in larga misura
            dai vincoli propri di una zona tutelata. Deve mostrare i vantag-
            gi che hanno i residenti sia a livello di qualità della vita che di
            prospettiva di sviluppo, di lotta allo spopolamento, di valoriz-
            zazione di antichi valori, usi e costumi e quindi di rafforzamen-
            to della propria identità e coesione sociale. Lavorare per far com-
            prendere come tutto questo rappresenti, in un epoca come l’at-
            tuale, una risposta efficace agli aspetti negativi presenti nella
            globalizzazione e nell’omologazione propria della società. Devo-
            no essere oggetto di comunicazione dell’Ente parco anche gli
            aspetti sociali caratterizzanti l’intero territorio di competenza, i
            comportamenti della gente, il dialetto, i modi di vivere e di ali-
            mentarsi, le tradizioni e il folklore, l’artigianato e il lavoro, i


            8 Wwf, (a cura di), Le regioni dei parchi. Primo CheckUp sulla gestione delle Aree Protette Regionali,
               2002.
                                                            SILVÆ - Anno VI n. 14 - 255
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