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La comunicazione nelle/delle aree protette
Per affari o argomenti si intendono «tutti quelli che riguardano le
interazioni tra sotto-sistemi sociali». Considerato che le tematiche
ambientali rientrano in un settore d’interesse generale, come pure
è innegabile che tali argomenti coinvolgono i diversi sotto-siste-
mi sociali nei quali è articolata la società. Appare chiaro, a questo
punto, che la comunicazione nelle e delle aree protette che come
mission principale hanno la tutela della natura quale patrimonio
di tutti, a pieno titolo rientra nelle categorie specifiche della
comunicazione pubblica. Va comunque sottolineato che in un’a-
rea protetta ci sono altre emittenti di comunicazione pubblica che
sono tutte le istituzioni pubbliche: Regioni, Province, comuni,
scuole, musei e quelle istituzionali che Mancini definisce semi-
pubbliche quali «soggetti di diritto privato, ma intervengono sta-
bilmente e continuamente su argomenti di interesse pubblico» e
cioè i movimenti, le associazioni ambientaliste e il terzo settore e
altri soggetti, e in fine, soggetti privati come le cooperative che,
ad esempio, in un parco hanno in affidamento lavori di pulizia -
sentieri e segnaletica, gestione centri visita ed ecomusei. 7
Comunque le principali emittenti di comunicazione ambientale
sono due: l’ente di gestione del parco e le associazioni ecologiste.
Quest’ultime poiché hanno nella tutela della natura il loro fine
istituzionale e sono state anche tra le maggiori promotrici delle
aree protette. Con la legge n. 394 del 1991 viene istituito l’ente di
gestione dell’area protetta, che viene anche definito “ente pubbli-
co strumentale”, cioè quell’ente a cui lo Stato o le regioni, per
motivazioni di tipo tecnico, offrono personalità giuridica e auto-
nomia limitata. Alcune riserve naturali, invece, sono date in
gestione al Comune nel cui territorio insistono e che, nella mag-
gioranza dei casi, affida la gestione tecnica ad una associazione
ambientalista, di volontariato o cooperativa sociale.
Tutti gli enti pubblici devono “comunicare per esserci” ma il
parco lo deve fare anche per eliminare la forte conflittualità – a
volte presente all’interno dell’area come l’avversione di gruppi
d’interesse – vedi cacciatori e speculatori.
Un’interessante studio sulle aree protette presenti sul territorio
nazionale, realizzato dal Wwf, ha messo in evidenza che tra le
7 P. Mancini, 1996, op.cit.
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