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La comunicazione nelle/delle aree protette
deve anche essere laboratorio di modelli di sviluppo sosteni-
bile. Di conseguenza la comunicazione pubblica istituzionale
promossa dovrà essere connotata da uno stretto legame con le
tematiche ambientali in generale, ma al contempo deve essere
come strumento forte di valorizzazione socio-economico del
territorio sottoposto a tutela e di quello contiguo. Si decide a
livello politico di porre sotto tutela un determinato territorio
perché il patrimonio naturale presente corre seri pericoli a
causa delle attività umane che incidono negativamente sugli
ecosistemi. Tale operazione si è resa possibile grazie ad una
sempre più diffusa sensibilità ecologica nell’opinione pubblica
e da una richiesta crescente di migliore qualità della vita lega-
ta all’ambiente dove si vive e lavora nonchè alla ritrovata con-
sapevolezza del legame esistente tra l’uomo e la natura. Ma c’è
un’altra ragione ed è quella di volere offrire una chance a terri-
tori marginali, magari di montagna e fuori dai circuiti virtuo-
si a livello industriale o di agricoltura povera, attraverso l’a-
dozione di modelli di sviluppo alternativi. Puntando in parti-
colare sull’ecoturismo e sui prodotti enogastronomici tipici e
sull’intera filiera della green economy (fonti energetiche rinno-
vabili, ecc.). Diviene utile ora, per i fini che si propone questo
lavoro, trovare spunti di riflessione teorica sulla comunicazio-
ne che affronta tematiche di tipo ecologico.
Come già anticipato, il materiale che è stato possibile reperire è
piuttosto scarso a livello di testi. Nella ricerca mi sono imbattu-
to in un libro dal titolo “La comunicazione ecologica. Può la
società moderna adattarsi alle minacce ecologiche”, scritto dal
famoso sociologo tedesco Niklas Luhmann.
Due i passaggi particolarmente interessanti. Il primo riguarda il
concetto di comunicazione intesa come “operazione sociale”.
L’autore afferma che tutto ciò che avviene nell’ambiente (vedi
catastrofi ecologiche, carestie, ecc.) non ha alcun effetto sociale
fino a quando non si comunicano questi avvenimenti pur eclatan-
ti. Per chiarezza riportiamo esattamente come egli esprime tale
concetto: «Potrebbero morire pesci o uomini, il bagno nei mari o
nei fiumi potrebbe causare malattie, potrebbe non esserci più ben-
zina nei distributori e la temperatura media potrebbe crescere o
calare: fino a che su di questo non si comunica, ciò non ha alcun
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