Page 242 - 103-118 LAGOMARSINO, COSTANTINI, PAGLIAI II bozza:orientamento I bozza
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Rinnovazione del pino d’Aleppo sul legno morto


            Per quanto riguarda il Pino d’Aleppo, si può supporre che da un
            lato la progressiva copertura, da parte di altri Pini adulti o da
            parte della vegetazione arbustiva, dello spazio lasciato libero
            dalla chioma dell’albero caduto, e dall’altro la carenza di ele-
            menti nutritivi all’interno del legno, faccia dei giovani Pini even-
            tualmente insediati sui tronchi atterrati degli alberelli le cui pro-
            babilità di diventare adulti sono legate a fattori accidentali che
            concorrano a frantumare il tessuto legnoso, permettendo alle
            radichette di approfondirsi nel terreno.
            Chimicamente il legno è infatti costituito in maniera pressochè
            esclusiva da carbonio, idrogeno ed ossigeno – tutti elementi che
            l’albero ricava dall’aria e dell’acqua e che pertanto non rappre-
            sentano mai dei fattori limitanti, nemmeno nei terreni più sterili
            ed ingrati –, mentre esistono solamente tracce poco rilevanti dei
            cosiddetti “elementi della fertilità” (calcio, fosforo, potassio,
            ecc.), per cui sarebbe ragionevolmente da escludere che le che le
            radici attecchite nel legno possano trovarvi elementi nutritivi in
            quantità tali da consentire indefinitamente la crescita degli albe-
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            ri eventualmente radicati su tronchi .
            Appare quindi improbabile che le giovani piantine di Pino pos-
            sano sopravvivere se non riescono a raggiungere il terreno con
            le loro radici, eventualità che appare difficilmente realizzabile
            se si considera che gli alberi caduti a terra sono di norma di
            grandi dimensioni, caratterizzati da diametri ragguardevoli
            che non sembrerebbero facilmente attraversabili dalle radici
            dei giovani Pini.
            Quale che ne sia la sorte, la presenza dei giovani Pini in una
            pineta matura determina comunque un arricchimento della for-
            mazione arborea, in quanto la persistenza, per un periodo di
            tempo variabile, di giovani individui di età poco o per nulla rap-
            presentata all’interno del popolamento arboreo ne implementa

            7 Per contro, il giovane Pino d’Aleppo raffigurato in foto 4, palesemente non radicato su un sub-
               strato terroso, ha evidentemente avuto la disponibilità di altri elementi oltre a C, H e O, come
               dimostra il colore verde delle foglie, indice della presenza di clorofilla, pigmento fotosintetico
               la cui composizione chimica comprende il magnesio. L’evidenza di tale documento fotografi-
               co potrebbe aprire interrogativi di rilievo circa la disponibilità di elementi come quello indica-
               to (ed eventualmente anche di altri che sono abitualmente presenti nei tessuti giovani delle
               piante) in contesti in cui essi non dovrebbero essere presenti, quale appunto il legno delle pian-
               te mature, in cui le prove sperimentali ne hanno rilevato quantità praticamente nulle. Si tratta
               di metalli alcalini ed alcalino-terrosi appartenenti rispettivamente al I e II gruppo della scala
               periodica degli elementi, che non si prestano ad essere volatilizzati, né tantomeno ad essere
               assimilati da parte delle piante per assorbimento tramite il processo fotosintetico.
                                                            SILVÆ - Anno VI n. 14 - 245
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