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Rinnovazione del pino d’Aleppo sul legno morto


                  tale discontinuità nelle chiome può però essere di breve durata,
                  in quanto la nuova disponibilità di luce può determinare un
                  impulso all’allungamento laterale dei rami delle piante adulte
                  circostanti che, se sufficientemente vitali, tendono ad occludere
                  dello spazio lasciato libero dalla chioma dell’albero caduto. Il
                  discorso è ovviamente ben diverso quando a cadere non è un
                  solo albero ma diversi alberi che, non usufruendo più del reci-
                  proco sostegno laterale offerto dalle chiome dei Pini adiacenti, si
                  incurvano in misura sempre maggiore fino a superare il limite di
                  stabilità offerto dall’apparato radicale ed a cadere anch’essi,
                  allargando i margini della radura ed estendendo la superficie
                  scoperta dalle chiome.
                  Inoltre, il temperamento del Pino d’Aleppo, al pari di quello
                  della stragrande maggioranza delle altre specie, si modifica con
                  il progredire dell’età, diventando con il passar del tempo più
                  eliofilo; ciò fa sì che nei primi periodi della loro vita i Pini abbia-
                  no una minore esigenza in fatto di energia luminosa, fatto che, se
                  può rivelarsi idoneo a consentire la sopravvivenza delle plantu-
                  le allo stadio iniziale, non risulta altrettanto idoneo nel garantir-
                  ne la crescita successiva, in quanto le aumentate esigenze in fatto
                  di energia luminosa rendono la luce a disposizione insufficiente
                  allo sviluppo successivo.
                  In aggiunta a quanto sopra, la caduta di un albero apporta un
                  altro effetto favorevole alla rinnovazione del Pino d’Aleppo, in
                  quanto, oltre al maggior afflusso di luce, si viene a determinare,
                  come si è detto, la presenza di materiale legnoso morto a terra. Ed
                  è possibile che nel legno marcescente i giovani semenzali trovino
                  un maggior contenuto di umidità rispetto a quello che trovereb-
                  bero nel terreno, sul quale insiste fra l’altro uno spesso strato di
                  aghi indecomposti che rende difficoltosa la rinnovazione. Ciò
                  porta alla possibilità per i semi di Pino d’Aleppo eventualmente
                  caduti nelle fessure dei tronchi atterrati di germinare, dando ori-
                  gine a semenzali che spuntano dal legno marcio a terra.
                  Questo processo porta a volte ad una inaspettata rinnovazione
                  del Pino d’Aleppo proprio laddove i tronchi atterrati si avviano
                  verso la decomposizione, al pari di ciò che avviene per l’Abete
                  rosso, albero per il quale questa particolare possibilità di rinno-
                  vazione è stata descritta da diversi Autori.



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