Page 234 - 103-118 LAGOMARSINO, COSTANTINI, PAGLIAI II bozza:orientamento I bozza
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Rinnovazione del pino d’Aleppo sul legno morto
ca una “esplosione” nella vegetazione di specie diverse che, gra-
zie alla loro frugalità, proliferano in breve tempo sostituendosi
alla luce nel determinare difficoltà per la rinnovazione del Pino
d’Aleppo. Con la differenza che, mentre l’ombreggiamento pro-
dotto dalle chiome dei Pini adulti è generalmente uniforme e
superiore, quello prodotto dagli arbusti della macchia mediter-
ranea è discontinuo e proviene sia dall’alto che dai lati, fatto que-
sto che può permettere la sopravvivenza iniziale di molti albe-
relli di Pino, i quali assumono però delle conformazioni oltre-
modo irregolari e stentate, tanto da risultare inidonee a far fron-
te alle sollecitazioni meccaniche che si faranno volta per volta
più rilevanti, di concerto con l’aumentare dell’età della pianta,
delle sue dimensioni e del peso delle sue strutture vegetative.
Se a ciò si aggiunge il fatto che spesso le pinete di tale Pino sono
state impiantate su substrati caratterizzati da un limitato spesso-
re di terreno idoneo all’approfondimento radicale, terreno spes-
so posto sopra un consistente strato di roccia compatta, appare
evidente come gran parte delle pinete, una volta adulte, si
appressino verso una più precoce decadenza dei popolamenti
arborei da esse costituiti a causa di sopraggiunte instabilità mec-
caniche che si renderanno volta per volta più evidenti nel corso
dello sviluppo. Nel corso della maturità, dell’invecchiamento e
nel declino della pineta si verifica infatti la somma di tutta una
serie di fattori negativi che agiscono di concerto nel determinare
una riduzione della stabilità dei popolamenti di Pino d’Aleppo.
Tali fattori sono dovuti sia alla minore vitalità degli alberi ora-
mai vecchi che a tutta una serie di problematiche legate al loro
peso via via crescente, al loro fusto spesso irregolare, all’asim-
metria della loro chioma (tipica della specie), alla conseguente
maggiore instabilità nei riguardi dei forti venti, ecc.. In tali con-
dizioni, progressivamente più rilevanti con l’avanzare dell’età
del popolamento, gli alberi trovano sempre meno, nel sottile
strato di terreno su cui essi sono radicati, un idoneo substrato ai
fini dell’ancoraggio per un valido sostegno meccanico.
Su tutto questo panorama di progressivo decadimento del popo-
lamento arboreo per motivi di ordine meccanico e cronologico si
inserisce la poca disponibilità di spazi idonei per l’attecchimen-
to dei semenzali, ai quali dovrebbe essere affidata la perpetua-
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