Page 231 - 103-118 LAGOMARSINO, COSTANTINI, PAGLIAI II bozza:orientamento I bozza
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Rinnovazione del pino d’Aleppo sul legno morto


                  mano che le cavità all’interno dell’albero morto si svincolano
                  dall’influenza della specie cui appartiene l’albero stesso per
                  divenire dei “contenitori” di terreno o comunque di substrato in
                  grado di permettere la vita delle piante.
                  A tale proposito, si rileva qui come anche per le pinete rade di
                  Pino d’Aleppo, come sono molte di quelle in cui si verifica la
                  decadenza e la morte degli alberi a causa dell’età, sia possibi-
                  le parlare di “cenosi adendrotattica”, descritta per i popola-
                  menti del Pino domestico e consistente in una certa indipen-
                  denza nei riguardi della specie arborea dominante da parte
                  delle specie di erbe e di arbusti presenti nel sottobosco della
                  pineta. Anche nelle radure così frequenti nella pineta matura
                  di Pino d’Aleppo è infatti possibile rinvenire, con poche diffe-
                  renze, la stessa flora che si rinviene all’esterno della pineta
                  stessa. Nel caso specifico della componente arbustiva, esiste a
                  livello specifico una uniformità pressoché assoluta fra la vege-
                  tazione riscontrabile nelle radure e quella esistente all’esterno
                  della pineta.
                  Tali arbusti sono pronti a rinnovarsi ogniqualvolta le condizioni
                  rendano possibile la germinazione dei semi e l’attecchimento
                  delle piantine, sia che si tratti zone in cui il terreno è privo di
                  vegetazione, sia che su esso insista una prateria, un arbusteto o
                  un bosco – nel caso specifico una pineta –.
                  Nelle pinete di Pino d’Aleppo, fatta eccezione per ciò che avvie-
                  ne in corrispondenza delle discontinuità nella compagine arbo-
                  rea, come ad es. quelle dovute a morie, schianti, o quelle che si
                  hanno in corrispondenza dei margini del bosco, di norma non si
                  assiste alla perpetuazione del bosco: la pineta di solito non si rin-
                  nova sotto la copertura delle chiome delle piante madri, in quan-
                  to, a causa della scarsità della luce a disposizione, la sopravvi-
                  venza delle piante giovani è limitata nel tempo e stentata nelle
                  sue modalità di crescita, per cui il popolamento si avvia a diven-
                  tare adulto senza che sia assicurata nel tempo la vitalità della sua
                  rinnovazione.
                  A tale proposito c’è da dire che il Pino d’Aleppo è caratterizzato
                  da una forte eliofilia: esso necessita infatti di luce, al punto tale
                  che perfino l’esiguo ombreggiamento prodotto dalle chiome
                  degli alberi adulti provoca la morte dei semenzali germinati al di



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