Page 227 - 103-118 LAGOMARSINO, COSTANTINI, PAGLIAI II bozza:orientamento I bozza
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Rinnovazione del pino d’Aleppo sul legno morto
Le condizioni ecologiche delle due fasce fitoclimatiche rispetti-
vamente basale e culminale della vegetazione forestale sono
entrambe caratterizzate da fattori limitanti molto severi che, per
tipologia ed intensità dei parametri in grado di determinare
effetti sulle condizioni dei popolamenti arborei, sono ovviamen-
te ben differenti. Esistono però dei casi, come quello descritto in
questo lavoro, in cui specie che potrebbero essere considerate
agli antipodi da un punto di vista ecologico, oltre che altimetri-
co, ricorrono a strategie identiche.
È questo il caso del Pino d’Aleppo e dell’Abete rosso, i cui semi
sono in grado di germinare sul legno degli alberi della propria
specie atterrati e ad un grado più o meno avanzato di disfaci-
mento.
2
Il Pino d’Aleppo è con pochi dubbi la specie forestale più ido-
nea a vegetare su terreni salmastri come quelli che si ritrovano a
livello del mare, fatto questo che andrebbe visto come risultato
di una selezione progressiva che si è espressa nella sopravviven-
za di quegli individui che, fra tutti i Pini d’Aleppo vegetanti
lungo le coste, sono risultati più resistenti al sale ed ai conse-
guenti fenomeni osmotici. Questa caratteristica ecologica rende
il Pino d’Aleppo l’albero forestale che da noi costituisce, più
delle altre specie, boschi nelle immediate vicinanze delle coste
marine.
Al contrario, l’Abete rosso è, in assoluto, uno degli alberi in
grado di costituire formazioni forestali alle quote maggiori.
Malgrado le manifeste differenze nell’area di vegetazione e nel
temperamento ecologico, le difficoltà imposte da territori “estre-
mi” quali quelli in cui le due specie vivono fanno sì che i due
alberi forestali in argomento siano in grado di adottare una stra-
tegia analoga per quanto concerne le possibilità di attecchimen-
to dei rispettivi semenzali. In entrambe le specie si verifica infat-
ti la possibilità della germinazione dei rispettivisemi sui tronchi
a terra.
2 Per “specie forestale” intendo riferirmi a quanto indicato nella definizione di “bosco” corren-
temente usata, la quale fa riferimento, oltre che alla superficie minima sulla quale il bosco insi-
ste, anche alle caratteristiche delle piante costituenti il popolamento, che convenzionalmente
devono essere in grado di raggiungere in situ un’altezza minima di 7 metri. Tale altezza è
osservabile solo eccezionalmente nelle Acacie di origine australiana impiegate nel rinsalda-
mento delle dune, specie estremamente alofile ed in grado di vegetare sulle coste sabbiose a
ridosso del mare, i cui popolamenti, che prendono piede molto rapidamente dopo il passag-
gio di un incendio, non sarebbero pertanto definibili “boschi” nel vero senso della parola.
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