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Rinnovazione del pino d’Aleppo sul legno morto


                  pineta, che persiste al suolo per tutti i mesi dell’anno e che rende
                  difficoltosa l’emergenza dei giovani Pini.
                  Per contro, grazie proprio alle sue esigenze in fatto di luce, il
                  Pino d’Aleppo è prontissimo a rinnovarsi tutte le volte che un
                  qualsiasi evento, traumatico per gli alberi adulti interessati, ma
                  non per la rinnovazione, provoca la caduta di un albero della
                  pineta: disponibilità di nuovo spazio si rende in tal caso fruibile
                  per nuovi alberi di Pino d’Aleppo, i quali, insediandosi nella pic-
                  cola radura venutasi così a formare, raggiungono a volte densità
                  molto sostenute.
                  Nelle zone scoperte corrispondenti alle radure si assiste infatti
                  ad una rinnovazione in massa del Pino d’Aleppo. Al pari di ciò
                  che avviene al margine del popolamento, in esse si verifica la
                  germinazione di molteplici semi che danno vita ad un fitto
                  popolamento di giovani Pini, i quali fruiscono della luce resasi
                  disponibile. E, come per ciò che avviene ai margini del bosco, la
                  rinnovazione del Pino d’Aleppo può arrivare ad estendersi sotto
                  le piante adulte per diverse file al di là della chiarìa, grazie all’il-
                  luminazione apportata dai raggi luminosi che penetrano obli-
                  quamente attraverso i fusti degli alberi adulti.
                  Assieme ad una maggiore energia a disposizione per le piante –
                  sia alberi di piccole dimensioni che arbusti – che vegetano nel
                  sottobosco, la disponibilità di luce solare determina una più
                  rapida degradazione delle foglie presenti al suolo, con conse-
                  guente maggiore possibilità di sopravvivenza per le giovani
                  plantule, che possono dare così inizio al loro ciclo vitale.
                  Se però in tali zone di confine, grazie alla presenza di luce, si eli-
                  mina (o per lo meno si attenua) il fattore limitante dovuto
                  all’ombreggiamento, se ne instaura un altro legato alla concor-
                  renza delle specie arbustive che proliferano in detti ambienti e
                  che, in conseguenza della loro pronta ramificazione sin dai livel-
                  li inferiori ed all’emissione di un cospicuo numero di rami prov-
                  visti di foglie verdi, determinano un ombreggiamento ed una
                  sottrazione dello spazio a disposizione per i giovani Pini d’A-
                  leppo.
                  In altre parole, in un ambiente in cui il più severo (anche se non
                  l’unico) fattore limitante appare essere quello della ridotta
                  disponibilità di energia luminosa, la rimozione di questo provo-



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