Page 164 - 103-118 LAGOMARSINO, COSTANTINI, PAGLIAI II bozza:orientamento I bozza
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La difficile lezione di Sarno
bisogno di un riposo ricostituito che di un taglio ... La paleria impone
spesso un turno tecnologico basso, non solo, ma una sbucciatura dei
polloni in succo, pratiche che mettono a dura prova i cedui castanili e
li degradano facilmente, si da renderli inadatti ad una efficace difesa
del suolo. Turni bassi sono richiesti anche dall’artigianato locale dei
cestai, che usano strisce di legno di castagno, spaccato, ... Legno vec-
chio male si adatta alla paleria e allo spacco, per cui forte è la tenden-
za ad abbassare i turni o a diradare i polloni sulla ceppaia con tagli
intercalari. Particolarmente oneroso per il bosco è il gravame del
pascolo o del taglio delle erbe e delle frasche per l’alimentazione del
bestiame, soprattutto bovino ... È ovvio, d’altra parte, che sulle scarse
terre coltivate, quasi tutte terrazzate e con riporto di terreno sui ter-
razzi con costi enormi, non si possono attuare colture foraggiere, trop-
po poco rimunerative ... onde il bestiame viene a gravare interamente
sulle risorse dei boschi, con una profonda alterazione del quadro biolo-
gico ... È chiaro che in una siffatta situazione, ogni azione tendente ad
un miglioramento del bosco, nel senso si una maggiore efficienza fun-
zionale dal punto di vista idrogeologico, va ponderata ed inquadrata
nelle condizioni generali della economia locale. Tuttavia lo scrivente
ritiene che la parte dei boschi e soprattutto quelli alle testate dei corsi
d’acqua, sui maggiori rilievi montani, nei terreni più acclivi e roccio-
si, debba essere sottratta all’attuale forma di governo a ceduo e di
sfruttamento a scopo zootecnico, per essere destinata alla sua esclusi-
va funzione di protezione ... si parte dal principio che il bosco, prima
ancora di essere oggetto di proprietà e fonte di lucro del singolo, è
patrimonio della Nazione per la sua funzione di difesa del suolo ... Se
si ha motivo di mettere in dubbio che una fustaia, soprattutto di lec-
cio, coltivata e mantenuta a scopo di protezione su buona parte della
zona investita dal nubifragio, avesse potuto scongiurare il flagello,
giacché di fronte ad una precipitazione così eccezionale nemmeno il
bosco può dare garanzie assolute, non è da dubitare sull’azione neu-
tralizzante nel caso di un nubifragio meno intenso e di minor durata.
È pertanto augurabile che col tempo si costituisca una ampia fascia di
fustaie di protezione, che investa il piano di vetta dei Monti Lattari e
si spinga fino alle alture sovrastanti la città di Salerno, e che questa,
non più sfruttata per il bisogno di oggi del singolo, ma tutelata per il
benessere di domani di un intera collettività, coroni col suo manto
verde una delle gemme più fulgide delle nostre bellezze naturali, così
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