Page 161 - 103-118 LAGOMARSINO, COSTANTINI, PAGLIAI II bozza:orientamento I bozza
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La difficile lezione di Sarno
te e le piccole piene causate dai piovaschi dei giorni successivi al nubi-
fragio hanno già profondamente inciso ed asportato materiale fino alla
profondità di un metro e oltre. Molto di questo materiale depositato
dovrà raggiungere il mare in un domani non molto lontano e di ciò le
sistemazioni di quei tratti, che prima dello sfocio a mare attraversano e
centri abitati, dovranno tenere debito conto.
Il contributo di Hofmann è lucido ed originale: è rivolto a ripen-
sare quella “funzione del bosco”, troppo spesso visto come fat-
tore negativo nella difesa del suolo, a causa del sovrappeso eser-
citato dal soprassuolo sullo stesso.
Egli approfondisce la questione, stabilendo funzioni ben diverse,
addirittura opposte, a seconda di che tipo di bosco consideriamo.
Egli vede nella tipologia (cedui o alto fusto) e nelle specie arboree
(castagno o leccio) fattori discriminanti per poter esprimere un
giudizio approfondito e ponderato sulla valenza della funzione.
Da queste considerazioni, se condivise, nascono poi le idee cor-
rette per le fasi successive al disastro idrogeologico: la fase di
cura immediata dei singoli dissesti e la fase, a più ampio respiro
progettuale, di vasti interventi preventivi, tesi a realizzare nel
tempo le condizioni di equilibrio e stabilità.
Interventi curativi e preventivi. Considerazioni conclusive
Di fronte all’entità dei danni provocati dal nubifragio, di fronte ad una
situazione negli alvei torrentizi così profondamente modificata, con
condizioni di equilibrio ancora tanto instabili, lontani da ogni forma di
assestamento anche temporaneo, sarebbe mera presunzione voler preci-
sare nei dettagli gli interventi atti a ridare un certo aspetto alla monta-
gna sconvolta. Sono da attendersi delle sorprese nella esecuzione dei
lavori, non tanto per le difficoltà impreviste o imprevedibili della loro
esecuzione, quanto l’effetto che dai lavori stessi deriveranno. Solo un
lungo e accurato studio e più ancora l’esperienza acquisita in sede di
esecuzione potranno dire qualche cosa di definito, precisare i costi delle
opere e la loro convenienza in relazione al risultato ottenuto e la loro
efficacia agli effetti sistematori.
Di rimarchevole valore “morale” è la prudenza professionale di
Hofmann in queste righe, sarebbe da dire la sua grande l’onestà,
quella di uno studioso che, per quanto convinto delle proprie acute
asserzioni, raccomanda comunque sempre l’uso del “buon senso”
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