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La difficile lezione di Sarno


            violenza ... si ebbe l’impressione che il peggio poteva essere evitato. Ma,
            dopo un improvviso aumento delle manifestazioni temporalesche ed in
            assenza, sempre, di una sensibile corrente d’aria, la pioggia assunse
            una intensità inaudita e, nel volgere di un’ora la cascata d’acqua sem-
            brava avesse liquefatto ogni cosa ... irrompendo nei centri abitati ed
            incanalandosi nelle brecce aperte dalle frane. Alle 2 meno 8 minuti del
            26 ottobre l’orologio del campanile della chiesa dell’Annunziata in
            Salerno si fermava sotto i colpi delle macerie trascinate dal Fusandola
            ... costretto in una inadeguata galleria sotto i fabbricati. Alla stessa ora
            anche il Reginna Major si liberò della sua galleria nel centro di Maio-
            ri, messo sotto pressione come una condotta forzata, e nello scoppio
            crollarono gli edifici sui due lati. Più a monte, a Ponteprimario, lo stes-
            so fiume aveva staccata ed abbattuta la facciata di un fabbricato, ... era
            anche la fine del nubifragio, che nella sua ultima ora era costata la vita
            a più di 300 persone. Dopo le 2 la pioggia scemò, alle 3 era cessata. Il
            pluviometro dell’Ispettorato Agrario di Salerno accusò una precipita-
            zione di 500 mm ... circa il 50% delle precipitazioni annue!
            La descrizione è fedelissima, come peraltro comprovato da altri
            documenti dell’epoca del Genio Civile e dei Vigili del Fuoco, ed
            al contempo incalzante nella drammaticità degli eventi, si evi-
            denzia la potenza dell’evento piovoso, ma già nel racconto si
            cominciano ad intravedere le possibili cause “non naturali”. Suc-
            cessivamente egli inquadra e descrive dettagliatamente la situa-
            zione territoriale, la morfologia, la geologia e il reticolo idrogra-
            fico coinvolto.

            Area colpita
            Questa è rappresentata dalla fascia costiera, che si affaccia, rivolta a
            sud, sul golfo di Salerno e va da Minori, a pochi chilometri a Est di
            Amalfi, fino a Mercatello, a pochi chilometri a Sud di Salerno, per
            una lunghezza di 17 km circa e per una profondità variante, sempre
            in linea d’aria, fra i 3 e i 6 km. La superficie complessiva, interessata
            dal nubifragio, è stata valutata in cifra arrotondata a 7.000 ha. Ai
            margini di questo territorio ... l’intensità delle piogge non ha supera-
            ta quella di un forte acquazzone. È peraltro da ritenere che il centro
            di maggior intensità non sia stato Salerno nel punto in cui furono
            registrati i 500 mm, ma la fascia tra il Bonea e il Reginna Major, sui
            fianchi di Monte Demanio. I due citati corsi d’acqua sono quelli che


                                                            SILVÆ - Anno VI n. 14 - 159
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