Page 155 - 103-118 LAGOMARSINO, COSTANTINI, PAGLIAI II bozza:orientamento I bozza
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La difficile lezione di Sarno


                  Il nubifragio di Salerno

                  Nella notte tra il 25 ed il 26 Ottobre del 1954, tra Amalfi e Salerno,
                  una fascia costiera larga circa 20 km e profonda nell’entroterra circa
                  5 km, venne investita per circa 8 ore (dalle ore 18,00 alle ore 02,00)
                  da piogge torrenziali, che misero al suolo qualcosa come mezzo
                  metro d’acqua, con una intensità di oltre 60 mm all’ora.
                  E questo avvenne su ogni singolo metro quadro di terreno del-
                  l’area investita, circa 7000 ettari.
                  La disposizione morfologica e la costituzione geologica dei rilie-
                  vi montuosi nell’area, substrato carbonatico ricoperto dalla col-
                  tre piroclastica vesuviana, ha costituito senz’altro una importan-
                  te causa predisponente ai disastrosi dissesti successivi.
                  Pendii ripidi o scoscesi e incisioni pluviali brevi (Torrente Regin-
                  na Major, Torrente Bonea, Torrente Irno, Torrente Fasandola e
                  Torrente Rafastia) ma fortemente incassate nelle sponde e molto
                  ripide nello sviluppo longitudinale.
                  Corsi d’acqua “tombati” nei tratti terminali o intermedi di attra-
                  versamento dei centri urbani.
                  Ma la pioggia eccezionale, certamente causa prima dei disastri,
                  si è necessariamente alleata con gli errori umani per potersi tra-
                  sformare in disastro.
                  I più evidenti errori umani sono stati il rinchiudere in gallerie
                  artificiali molti dei tratti intermedio e finale dei corsi d’acqua e
                  la sostituzione della vegetazione naturale con altre colture (di
                  maggior interesse economico) non idonee alla difesa del suolo.
                  Questo intervento umano è risultato particolarmente dannoso
                  nelle parti sommitali dei rilievi montuosi e alle testate delle inci-
                  sioni vallive, laddove maggiormente sarebbe stata necessaria la
                  loro azione benefica.
                  Qui di seguito, stralci del racconto originale del nubifragio, ciò
                  che Alberto Hoffman osservò e registrò, con meticolosa precisio-
                  ne, dell’evento meteorico.

                  Caratteristica della caduta d’acqua
                  Lunedì 25 ottobre 1954 ... fra le 18 e le 19, si scatenò il nubifragio, di
                  estrema violenza, violenza che tuttavia andò aumentando ... Verso le 23
                  e fino dopo la mezzanotte il rovescio d’acqua diminuì leggermente di



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