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La difficile lezione di Sarno
Il nubifragio di Salerno
Nella notte tra il 25 ed il 26 Ottobre del 1954, tra Amalfi e Salerno,
una fascia costiera larga circa 20 km e profonda nell’entroterra circa
5 km, venne investita per circa 8 ore (dalle ore 18,00 alle ore 02,00)
da piogge torrenziali, che misero al suolo qualcosa come mezzo
metro d’acqua, con una intensità di oltre 60 mm all’ora.
E questo avvenne su ogni singolo metro quadro di terreno del-
l’area investita, circa 7000 ettari.
La disposizione morfologica e la costituzione geologica dei rilie-
vi montuosi nell’area, substrato carbonatico ricoperto dalla col-
tre piroclastica vesuviana, ha costituito senz’altro una importan-
te causa predisponente ai disastrosi dissesti successivi.
Pendii ripidi o scoscesi e incisioni pluviali brevi (Torrente Regin-
na Major, Torrente Bonea, Torrente Irno, Torrente Fasandola e
Torrente Rafastia) ma fortemente incassate nelle sponde e molto
ripide nello sviluppo longitudinale.
Corsi d’acqua “tombati” nei tratti terminali o intermedi di attra-
versamento dei centri urbani.
Ma la pioggia eccezionale, certamente causa prima dei disastri,
si è necessariamente alleata con gli errori umani per potersi tra-
sformare in disastro.
I più evidenti errori umani sono stati il rinchiudere in gallerie
artificiali molti dei tratti intermedio e finale dei corsi d’acqua e
la sostituzione della vegetazione naturale con altre colture (di
maggior interesse economico) non idonee alla difesa del suolo.
Questo intervento umano è risultato particolarmente dannoso
nelle parti sommitali dei rilievi montuosi e alle testate delle inci-
sioni vallive, laddove maggiormente sarebbe stata necessaria la
loro azione benefica.
Qui di seguito, stralci del racconto originale del nubifragio, ciò
che Alberto Hoffman osservò e registrò, con meticolosa precisio-
ne, dell’evento meteorico.
Caratteristica della caduta d’acqua
Lunedì 25 ottobre 1954 ... fra le 18 e le 19, si scatenò il nubifragio, di
estrema violenza, violenza che tuttavia andò aumentando ... Verso le 23
e fino dopo la mezzanotte il rovescio d’acqua diminuì leggermente di
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