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La strategia dell’Unione Europea sul suolo


            a bloccarsi a causa della ferma opposizione di cinque Paesi che
            la considerano più un vincolo burocratico che un’opportunità
            ambientale. Il motivo di fondo di tale opposizione va ricercato
            nella trasversalità e mancanza di identità del suolo, che viene
            considerato più come un semplice substrato per lo svolgimento
            disinvolto di altre attività – spesso di natura economica quali
            agricoltura, urbanizzazione e lavorazioni industriali – e non
            come una risorsa naturale a sé stante, non rinnovabile nel breve
            periodo e minacciata. Da notare, inoltre, come il suolo venga
            visto come un bene di natura strettamente nazionale, sul quale i
            proprietari e gestori sono scarsamente disposti a subire indica-
            zioni o restrizioni da parte del legislatore comunitario.
            La perdurante crisi economica, la perdita di posti di lavoro e la
            crescente marginalità dell’Europa nei confronti di attori politici
            ed economici situati in altri continenti, non stanno facilitando
            l’adozione di questa strategia: che a tutt’oggi, nonostante nume-
            rosi sforzi della Commissione europea, continua a raccogliere
            contrarietà e scetticismo. La Commissione sta, peraltro, conti-
            nuando ad approfondire la questione e giustificando la conser-
            vazione del suolo anche con agganci alle politiche ambientali
            più sentite e globali, in particolare la lotta al cambiamento cli-
            matico globale e la preservazione della biodiversità.
            È probabile che l’intera materia verrà rimessa in discussione nel-
            l’ambito della definizione delle nuove prospettive finanziare per
            il periodo 2014/2020 e dei relativi strumenti applicativi, tecnici e
            finanziari. In mancanza di un accordo e nonostante il valore
            aggiunto a livello UE il suolo dovrà continuare ad essere protet-
            to in maniera indiretta e/o frammentaria attraverso gli strumen-
            ti di politica e cofinanziamento messi in atto da altri settori, quali
            il regolamento per lo sviluppo rurale che nel coro del prossimo
            periodo finanziario giungerà alla sua terza generazione.


            Bibliografia

               Comitato delle regioni, 2003 - Parere del Comitato delle regio-
            ni in merito alla “Comunicazione della Commissione al Consi-
            glio e al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale e
            al Comitato delle regioni — Verso una strategia tematica per la


                                                            SILVÆ - Anno VI n. 14 - 153
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