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La strategia dell’Unione Europea sul suolo
va, la tracciatura dei siti dove sono avvenute attività di natura
contaminante. Tra le critiche sono stati sottolineati i possibili
svantaggi per le attività economiche realizzate dagli agricoltori,
la difficoltà di applicare la stessa normativa ad un substrato che
ha grande variabilità regionale, il fatto che il suolo non è una
risorsa mobile e transfrontaliera come l’aria o l’acqua, l’aumento
della burocrazia connesso alle nuove pratiche da mettere in atto.
L’intero processo, che pur tra mille discussioni e critiche prose-
guiva da anni, ha registrato una seria battuta d’arresto sotto la
Presidenza portoghese, il 20 dicembre 2007: il Consiglio dei
Ministri dell’ambiente non ha raggiunto un accordo politico
sulla proposta di direttiva adottata dalla Commissione europea
ed emendata dal Parlamento europeo. In tale occasione 22 Paesi
membri dell’UE – tra i quali anche l’Italia che ha fortemente
sostenuto l’iniziativa - hanno votato in favore della proposta
mentre cinque Paesi - Germania, Francia, Regno Unito, Austria
e Paesi Bassi - hanno votato contro, costituendo così una mino-
ranza di blocco. Quale principale motivo del loro dissenso la
Germania e l’Austria hanno addotto la percezione che la propo-
sta non rispetti il principio di sussidiarietà ed interferisca con le
politiche nazionali sul suolo. Il Regno Unito si è dichiarato
preoccupato degli obblighi aggiuntivi, del possibile conflitto con
l’espansione urbanistica e della disproporzione dei costi per
misure gravose che rischiano, peraltro, di avere una trascurabile
ricaduta ambientale. Francia, Finlandia e Svezia hanno mostrato
un più generale scetticismo nei confronti della proposta.
Ampie ed articolate discussioni sulla proposta di direttiva hanno
avuto luogo nel 2008 e 2009, in particolare sotto la Presidenza
francese e quella ceca: su molti elementi della proposta è stato
raggiunto un accordo di massima ma sono rimaste ancora diffe-
renze significative ed irrisolte in una gran quantità di punti chia-
ve. Nel marzo 2009 la Commissione europea ha presentato i
risultati di un rapporto volto a sottolineare il ruolo cruciale del
suolo nella mitigazione dei cambiamenti climatici. Da tale rap-
porto risulta che il suolo contiene circa il doppio del carbonio
rispetto all’atmosfera e tre volte quello presente nella vegetazio-
ne: i suoli europei risulterebbero, quindi essere un’ingente ser-
batoio di carbonio pari a circa 75 miliardi di tonnellate, in parti-
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