Page 147 - 103-118 LAGOMARSINO, COSTANTINI, PAGLIAI II bozza:orientamento I bozza
P. 147
La strategia dell’Unione Europea sul suolo
colare nelle torbiere del Nord Europa: se gestiti male o in modo
insostenibile essi potrebbero rilasciarne una parte considerevole
con gravi conseguenze per l’ambiente e le attività umane. Per
ottenere un maggior sequestro di carbonio nel suolo occorrereb-
be, quindi, invertire le tendenze di degrado del suolo e miglio-
rare le pratiche di gestione.
L’utilizzo del terreno incide notevolmente sulle riserve di carbo-
nio del suolo. La maggior parte dei suoli in Europa accumula
carbonio: i suoli delle aree adibite a pascoli e foreste rappresen-
tano dei pozzi di assorbimento che assorbono fino a 100 milioni
di tonnellate di carbonio l’anno, mentre i suoli dei terreni semi-
nativi sono degli emettitori netti che rilasciano in atmosfera tra
10 e 40 milioni di tonnellate di carbonio l’anno. Ciò avviene
quando i pascoli, i terreni destinati a foreste gestite o gli ecosi-
stemi originari sono convertiti in seminativi; il processo di rila-
scio si inverte lentamente quando i seminativi vengono nuova-
mente riconvertiti e tornano alla situazione di partenza.
Alcune delle conclusioni presentate nel rapporto non sono otti-
mistiche. Con l’aumentare della popolazione mondiale aumente-
ranno anche le superfici di pascoli e foreste che verranno conver-
tite in seminativi e, di conseguenza, i suoli che adesso assorbono
il carbonio diventeranno emettitori netti. Per impedire efficace-
mente le perdite di carbonio del suolo a livello mondiale sarebbe
necessario arrestare queste conversioni dei terreni, ma una stra-
tegia di questo tipo rischia di essere in conflitto con il crescente
fabbisogno di cibo del pianeta. Proteggere il carbonio già presen-
te nel suolo; accumularne di più tramite pratiche agricole meno
invasive; monitorare di più i suoli per conoscere in dettaglio i
quantitativi di carbonio presenti e le tendenze in atto, sono alcu-
ne delle principali raccomandazioni formulate da questo studio.
All’inizio del 2010 la Presidenza spagnola del Consiglio ha pro-
mosso la presentazione di un nuovo testo di compromesso della
direttiva: i successivi dibattiti hanno mostrato che non c’è stato
un cambiamento significativo nella posizione delle arie delega-
zioni, in particolare di quelle dei cinque Paesi che hanno blocca-
to la proposta originaria e che, quindi, nel Consiglio non c’è
ancora la prospettiva di ottenere una maggioranza qualificata in
favore della proposta.
150 - SILVÆ - Anno VI n. 14

