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La strategia dell’Unione Europea sul suolo


            In generale la maggioranza delle delegazioni, insieme alla Com-
            missione europea, sostiene l’idea di una direttiva quadro sulla
            protezione del suolo, ritenuta necessaria a riempire il vuoto  esi-
            stente nella legislazione ambientale UE ed a garantire un
            approccio completo ed integrato alla protezione del suolo.
            Numerose delegazioni sono rimaste, peraltro, molto critiche sul
            testo di direttiva proposto: le loro obiezioni si basano sul princi-
            pio di sussidiarietà e di proporzionalità, sui costi attesi e sul peso
            amministrativo, chiamando anche in causa il reale valore
            aggiunto della proposta nei confronti della legislazione UE e
            nazionale già in vigore.
            In occasione del Consiglio dei Ministri dell’ambiente che ha
            avuto luogo il 15 marzo 2010 sono stati esaminati i progressi
            registrati nell’iniziativa e riconosciuto il permanere di una serie
            di problematiche irrisolte. L’identificazione da parte dei governi
            nazionali delle aree prioritarie soggette, a proprio giudizio, a
            degradazione o meno; l’identificazione ed inventario dei siti
            contaminati attraverso una lista di attività potenzialmente con-
            taminanti e secondo una valutazione del rischio che molti Paesi
            vogliano sia nazionale o con una scadenza diversa dai 25 anni
            proposti; un rapporto sullo stato del suolo redatto in maniera
            più flessibile e semplificata per ridurne il costo; sono alcuni degli
            aspetti più discussi e sui quali i Paesi non hanno raggiunto un
            accordo con la Commissione europea.
            La proposta di strategia per la difesa del suolo rimane, quindi,
            ancora bloccata dal veto di un gruppo significativo di Paesi. La
            questione, però, non deve considerarsi chiusa, anzi. Le modifiche
            apportate negli ultimi anni alla politica agricola comune, quali la
            condizionalità, hanno dimostrato che la protezione del suolo non
            è affatto un argomento di secondaria importanza. Le nuove pro-
            poste regolamentari realizzate nell’ambito dello sviluppo rurale
            tengono, infatti, in considerazione anche le problematiche legate
            al suolo e definiscono i principali precetti che un agricoltore deve
            osservare per poter beneficiare di pagamenti diretti; tra essi
            anche quelli relativi al rispetto di buone condizioni agronomiche
            e ambientali. Gli Stati membri devono provvedere in tal senso e
            far sì che tutte le terre agricole, specialmente quelle non più uti-
            lizzate per la produzione, siano mantenute in condizioni soddi-


                                                            SILVÆ - Anno VI n. 14 - 151
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