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Paesaggio e dissesto idrogeologico: le risposte dell’uomo


                  compiere, a causa delle numerose interruzioni della sede
                  stradale o ferroviaria dovute ai dissesti, che talvolta durano
                  per lunghi periodi, o come quelli dovuti all’interruzione del-
                  l’attività produttiva; di solito nella stima dei danni all’indo-
                  mani di una catastrofe non si tiene conto di tali danni indi-
                  retti. Tali processi di dissesto, quando si manifestano come
                  fenomeni subitanei, possono condurre anche alla perdita di
                  vite umane.
                  Se ne deduce che la politica per la difesa del suolo costituisce un
                  investimento produttivo, anche se in gran parte a lungo termine,
                  in quanto evita o limita i successivi danni al territorio, alle cose
                  e alle persone. Infatti, è ormai pacificamente stabilito che il costo
                  per realizzare gli interventi di prevenzione può essere varie
                  volte minore dell’ammontare del danno economico e dell’im-
                  porto delle opere di sistemazione del territorio e dei beni dan-
                  neggiati.
                  E si va facendo strada, nelle recenti norme in materia di difesa
                  del suolo e quindi nel convincimento di molti tecnici e politici,
                  un’altra verità. Se alcuni anni fa era possibile pensare che inter-
                  venti strutturali, di carattere essenzialmente ingegneristico,
                  potessero risolvere il problema del dissesto idrogeologico (fer-
                  mando le frane e impedendo ai fiumi di straripare), è ormai chia-
                  ro che, visto il gran numero di località colpite e la ripetitività
                  degli eventi, ciò non è economicamente ancorché tecnicamente
                  fattibile; in un Paese con una densità abitativa pari a 189 abitan-
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                  ti per km , con molte città situate lungo i fiumi e con paesi dis-
                  seminati sulle colline, è ragionevole pensare solo in termini di
                  difesa preventiva, mettendo cioè in opera tutte le misure (del
                  resto previste per legge) di pianificazione territoriale e di prote-
                  zione civile.
                  Infatti la difesa del suolo presuppone un approccio multilate-
                  rale e interdisciplinare che riguarda i settori idraulico, agrico-
                  lo e forestale, la bonifica montana e di pianura, la regimazio-
                  ne e l’uso plurimo delle acque nonché la loro tutela dall’in-
                  quinamento, la salvaguardia delle coste, la corretta localizza-
                  zione degli insediamenti produttivi e di quelli abitativi, in
                  una parola sola, la pianificazione del territorio. Ne deriva che
                  la difesa del suolo si deve coordinare con la pianificazione ter-



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