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Paesaggio e dissesto idrogeologico: le risposte dell’uomo


            In questo caso le colate di fango possono essere considerate
            detrattori del paesaggio, ed anche le canalizzazioni delle incisio-
            ni vallive lungo le quali si sono riversati i flussi e le altre opere
            di difesa passiva (i vasconi di raccolta del fango) sono conside-
            rati detrattori, come si dirà più avanti.
            In seguito alla catastrofe di Sarno, e in evoluzione alla legge-qua-
            dro sulla difesa del suolo del 1983, sono state emanate norme
            con le quali si cerca di affrontare in modo più razionale il pro-
            blema della mitigazione del rischio idrogeologico, facendo affi-
            damento anche ad una corretta informazione come elemento
            indispensabile per una efficace attuazione delle azioni di previ-
            sione, prevenzione e mitigazione dei rischi (Fig. 2).
            A Ravenna, Lido Adriano, a causa dell’estrazione di acque sot-
            terranee, superiore alla ricarica delle falde acquifere, si verifica
            un fenomeno eclatante di subsidenza artificiale. Accanto alla
            subsidenza si verifica anche un forte fenomeno di erosione della
            costa bassa, tanto rapida da distruggere in poco tempo un bosco
            litoraneo; si possono notare i moncherini delle piante (Fig. 3).
































            Fig. 3 – Ravenna, Lido Adriano. La subsidenza indotta dall’eccessivo sfruttamento dei fluidi sot-
            terranei provoca l’abbassamento del territorio e l’arretramento della costa, con danni anche alla
            componente forestale. Qui si notano i resti di una pineta litoranea.

                                                            SILVÆ - Anno VI n. 14 - 129
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