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Paesaggio e dissesto idrogeologico: le risposte dell’uomo
Una frana si stacca dalle pendici del monte Toc (ottobre 1963) e
precipita nel sottostante lago artificiale del Vajont. Un’immensa
ondata alta 200 metri, sollevata dall’urto della frana, investe il
versante opposto della valle su cui si trova l’abitato di Erto;
superata la diga, l’ondata si riversa nella valle sottostante rag-
giun gendo il Piave, dopo aver investito Longarone e altri centri.
Vengono spazzati via dalle acque i due terzi di Longarone e alcu-
ni centri minori.
In Val di Fiemme, il cedimento degli argini di due grossi bacini
di decantazione di fanghi provenienti dall’attività della miniera
di Prestavel (19 luglio 1985); in pochi minuti 300 mila metri cubi
di acqua e detriti si riversano nella valle, travolgendo persone,
case e alberghi e cancellando gli abitati di Prestavel e Stava.
La gigantesca frana di Pizzo Coppetto in Valtellina (28 luglio
1987) ostruisce l’alveo del fiume Adda e forma in pochi giorni il
lago di Val Pola.
Interventi a difesa del suolo e del paesaggio
Possiamo adesso considerare una serie di interventi strutturali
che modificano il territorio e il paesaggio, in termini di “risposte”
(nel senso indicato dal modello interpretativo DPSIR Driving For-
ces-Pressures-State-Impacts-Responses) adottate dalla società civile
(dalle comunità locali istituzionali fino ai singoli contadini che
intervengono sul loro appezzamento) (Gisotti, Zarlenga, 2004).
Risposte sono anche le opere di difesa del territorio complesse e
costose, che per fornire risultati positivi hanno bisogno dell’in-
tervento di tutte le categorie di esperti.
I più semplici (e forse più antichi) interventi dell’uomo per con-
trollare l’erosione accelerata consistono nel “terrazzamento”
delle pendici acclivi, tecnica che serve ad interrompere l’accen-
tuata pendenza del versante allo scopo di controllare i fenomeni
erosivi dei terreni coltivabili, regimare le acque e creare struttu-
re di accumulo di terra e di acqua interstiziale, fattori chiave,
questi ultimi, nelle aree mediterranee caratterizzate dalla scar-
sità idrica nei mesi estivi e da intense precipitazioni con effetti
spesso distruttivi nei mesi invernali (ma non solo). L’elemento
base costruttivo è il muretto in pietra a secco, senza l’utilizzo
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